BOLZANO. «Mi sento più un riformatore che un rottamatore, ma sono consapevole che dovrò occuparmi anche dei tagli al personale»: queste sono state le prime parole a caldo di Hanspeter Staffler, nuovo direttore generale della Provincia, uscito vincitore da una selezione con 66 candidati. Il 48enne di Malles, che risiede ad Andriano, ha lavorato prima ai Bacini montani e poi ha diretto la Protezione civile. «Di carriera - ha spiegato con un sorriso - ne ho già fatta ma questa nuova sfida, che inizierò dal primo ottobre, mi riempie di gioia ed entusiasmo. Da altoatesino nato e cresciuto in questa terra sono orgoglioso di essere stato prescelto». Ha studiato all’Università di Vienna e conseguito il dottorato Forestale a Firenze. Ha effettuato il tirocinio all’università La Sapienza di Roma. Ha al suo attivo anche un tirocinio in Nuova Zelanda. Staffler andrà ad affiancare - dal punto di vista operativo - il segretario generale Eros Magnago, che ieri gli ha stretto la mano con vigore, ben sapendo che assieme a lui dovrà gestire la fase del cambiamento e della riorganizzazione. «Abbiamo bisogno - ha spiegato Kompatscher - di una persona che sia in grado di avere una visione complessiva dell’apparato, e che sia capace di guidare un processo di riorganizzazione più che mai necessaria alla luce degli sviluppi sociali, tecnologici e finanziari». Per rendere la procedura di selezione il più possibile equa e oggettiva, la Provincia si è affidata all’istituto di consulenza Egon Zehnder, che ha tenuto i colloqui tra Vienna e Milano. La maggior parte (83%) dei candidati erano uomini, con l'Alto Adige a farla da padrone con il 65% delle candidature. Un terzo dei partecipanti al concorso proveniva dall'amministrazione pubblica (Provincia, Comuni, enti e società collegati), il 56% era di lingua tedesca, il 62% era in possesso del diploma di bilinguismo A, mentre il 70% dei curriculum inviati apparteneva a persone comprese fra i 41 e i 55 anni. Staffler ha vinto, alla fine, una selezione a tre, perché è stato ritenuto il più idoneo a portare a termine un complesso «processo di cambiamento».

Dottor Staffler, quali obiettivi si prefigge?

«Ho iniziato in Provincia nel 1996 ai Bacini montani, alla ripartizione opere idrauliche, e poi nel 2007 ho cambiato e sono diventato direttore della ripartizione antincendi e Protezione civile. In quasi vent’anni ho fatto parecchia strada e conosco bene una parte della “macchina”. Soprattutto nella mia ripartizione ho potuto riorganizzare al meglio l’intero servizio ottenendo anche un certo successo».

È consapevole che dovrà affrontare questioni spinose come il taglio del personale e il mancato rispetto del turnover, criticato dai sindacati?

«Si tratta di questioni importanti, ma dal punto di vista operativo ho già imparato, nel mio piccolo, a muovermi. Così come so bene di dover pianificare strategie improntate anche sui risparmi, senza che i servizi ne risentano. Certo, dovrò muovermi su una scala più ampia».

Nella sua nuova avventura dovrà coesistere con il segretario generale Magnago. Cosa si aspetta da questa stretta collaborazione?

«Il modello che ha studiato la Provincia per riorganizzare uffici e ripartizioni, con migliaia di dipendenti, è destinato ad avere successo. Conosco Magnago da anni e ci ho già lavorato assieme in più occasioni. Sono convinto che formeremo un buon tandem».

Quando le hanno comunicato che l’aveva spuntata?

«Lunedì e posso anche dirvi cosa ho provato: emozione, gioia e soddisfazione. Accetto la sfida con l’entusiasmo che serve. Per me è un onore».

Non le piacerebbe essere ricordato dai suoi dipendenti come un “rottamatore”?

«Beh, non proprio. Mi sento più un riformatore. Comunque ritengo di poter essere anche la persona giusta per cambiare marcia».

Felice anche l’assessore al personale Waltraud Deeg, che ha spiegato cosa si aspetta da Staffler. «Dovrà avviare il processo di riorganizzazione, puntando sullo snellimento e la semplificazione dei procedimenti e sul concetto di sostenibilità nei confronti sia del personale che delle risorse finanziarie. Alla luce di questi compiti, e data la lunga esperienza maturata in ruoli-chiave, Staffler è stato considerato il più adatto». Non meno importante sarà il ruolo dell’ufficio stampa, che dovrà riuscire a far capire anche ai cittadini i vantaggi del «new deal».

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