PHOTO
BOLZANO. Questa volta non ci saranno deroghe. Il direttore della ripartizione personale Engelbert Schaller entro la fine dell’anno andrà in pensione. La conferma è venuta, ieri, anche dal diretto interessato, ora all’estero. Si è detto disponibile «a rimanere oltre il 31 dicembre solamente se la Provincia riterrà di averne assolutamente bisogno. Comunque dovrebbe trattarsi di un numero limitato di settimane».
La voce, circa la possibile chiusura del rapporto ultradecennale, dell’uomo di fiducia dell’ex governatore altoatesino Luis Durnwalder, era iniziata a circolare da alcune settimane ed i primi a metterla in giro erano stati soprattutto i sindacalisti che operano a stretto contatto con i dipendenti provinciali. A crederci, peraltro, non sono stati in molti. Anche lo scorso anno, dopo le elezioni provinciali, visto che Schaller aveva già compiuto i 65 anni, c’era chi aveva scommesso che la sua carriera fosse arrivata al capolinea. Il nuovo assessore al personale Waltraud Deeg (pusterese come Durnwalder) ha chiesto e ottenuto invece una deroga di un anno. L’idea di iniziare la nuova avventura con un funzionario esperto al suo fianco alla fine ha prevalso. Nel frattempo, però, lo scenario è cambiato. E il premier Renzi ha ribadito in più occasioni che i funzionari over 65 non potranno essere «trattenuti in servizio». Il contratto di Schaller scade in autunno.
In questa fase, piuttosto delicata, la Provincia sta anche cercando il nuovo direttore generale e ha affidato una prima scrematura dei candidati - che dovrebbero essere una sessantina - ad una nota società specializzata, la «Egon Zehnder International Spa», specializzata nella nella valutazione e nel reclutamento di figure con «eccezionali percorsi lavorativi che forniranno un vantaggio competitivo» alle aziende o agli enti pubblici interessati.
E la Provincia, dovendo gestire 18 mila collaboratori e un bilancio di 5 miliardi di euro, vorrebbe affidare a questa figura «la riorganizzazione della macchina amministrativa, la semplificazione delle procedure, la valutazione delle risorse, la scelta e la supervisione dei dirigenti».
Servirebbe, pertanto, un manager di alto profilo. Meglio ancora se senza legami dal punto di vista politico, ma in grado di incidere (a breve) dove serve. C’è chi sostiene che Schaller, pur essendo in uscita, ma avendo trattato per anni con i sindacati per il rinnovo dei contratti, potrebbe dargli una mano almeno nelle prime settimane per prendere le misure con la nuova macchina amministrativa. Ma a riguardo è lo stesso Schaller che preferisce glissare, almeno per ora: «Non avrà bisogno del mio aiuto. Se resterò un po’ più a lungo sarà, per poco, un mio superiore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


