BOLZANO. Il Pd deve cambiare persone e comportamenti. E ha pochi mesi per farlo. «Prima delle provinciali», fissa la data il segretario Antonio Frena, che lancia le primarie per la scelta dei candidati: «Al partito mi salteranno addosso, ma abbiamo il dovere di capire cosa è accaduto alle elezioni politiche». Capitano politici che ammettono errori e sconfitte.

Lo ha fatto Frena, pubblicando sulla newsletter del partito una ruvida analisi dei risultati. Valutazioni spedite a 1500 indirizzi di posta elettronica di iscritti e simpatizzanti. Eppure in Alto Adige i democratici potrebbero ritenersi soddisfatti con il loro 9,5%, tre deputati eletti e il neo senatore Francesco Palermo, frutto dell’accordo con la Svp. «Sederci sugli allori sarebbe l’ennesimo errore imperdonabile.

Il Pd in Alto Adige non può accontentarsi di essere il partito di alcuni, deve imparare a rivolgersi a tutti per davvero», taglia corto Frena. È convinto che il terremoto 5 Stelle vada sfruttato per una scossa salutare a tutta la politica, Pd compreso. Sulla candidatura del sindaco Spagnolli alle provinciali chiude la porta: «Non con questo partito». Su Palermo anticipa: «Darei per scontata la sua iscrizione al gruppo Pd del Senato».

Nella newsletter lei descrive il Pd al termine della campagna elettorale come un pugile suonato. Qual è stato l’errore principale?

«Dal risultato si capisce che non ha intercettato il desiderio di cambiamento dei cittadini su legge elettorale e moralità».

Bersani è stato troppo elusivo su punti come il fisco.

«Con il senno di poi... Anche a livello locale spuntano i primi Soloni che ci spiegano cosa avremmo dovuto fare. Confermo che abbiamo dato l’idea dei pugili suonati in mezzo al ring, mentre tutti gli altri giocavano a ingraziarsi l’elettore. Abbiamo pagato anche la mancanza di chiarezza su una eventuale alleanza con Monti dopo il voto. Troppa ambiguità su quel punto, mentre avremmo dovuto dare un progetto di sinistra. Nel programma del Movimento 5 Stelle difficilmente troviamo qualcosa su cui dichiararci contrari. Siamo stati responsabili e molto poco incisivi».

Anche tra di voi c’è chi inizia a ironizzare: basta con tutta questa responsabilità.

«Ho perso il conto delle volte in cui ci siamo caricati sulla schiena i destini dell’Italia. E intanto abbiamo perso un’occasione irripetibile».

Lei sostiene che dovevate essere più espliciti sulle idee di sinistra, ma c’era Sel che diceva cose di sinistra e non è andata affatto bene a livello nazionale .

«Nemmeno Vendola ha detto le cose giuste. Non possiamo più affrontare i problemi con gli strumenti e i partiti tradizionali. Così non incontriamo più le persone. Lunedì sera, a risultati definitivi, dovremmo averlo capito».

Lei ha sostenuto Bersani alle primarie. Con Renzi le cose sarebbero andate diversamente?

«Dire così sarebbe l’errore più grosso che il Pd potrebbe commettere, infatti se ne tira fuori lo stesso Renzi. Adesso è il momento di stare uniti e cercare di governare l’Italia. La guida del Pd verrà affrontata al congresso, è un’altra storia».

Ammessi gli errori, come dovrà cambiare il Pd? Anche a Bolzano.

«Dobbiamo proprio ripensare ciò che siamo. Basta con i sofismi sui grammi di centro e di sinistra nel Pd, su quella componente o quell’altra. Dobbiamo fare politica per occuparci delle cose che possono fare vivere bene le persone. Con le balle puoi risalire al 20%, come ha fatto Berlusconi, ma poi lo spread impazzisce e resti nudo con le tue bugie. È ora che scompaia una grossa fetta di vecchia politica. Con queste elezioni il Pd ha portato una quantità enorme di giovani e donne in Parlamento. Ciò resta, non vediamo solo nero. A livello nazionale ora dobbiamo cercare di fare ciò che chiedono gli italiani, contrattando con 5 Stelle. Mai con il Pdl. Per quanto mi riguarda, non sarei disposto a subire un governo Pd-Pdl. Purtroppo non so se in questo caos nel Parlamento potrà vedere la luce il nuovo Statuto».

Avete pochi mesi per preparare le provinciali.

«Alle politiche abbiamo preso il 9,5%, il 3,5% in più delle scorse provinciali. Non sarà facile tenere questo risultato. Per contrastare la voglia di cambiamento violento il Pd deve per forza rinnovarsi in idee e persone. Ne discuteremo, personalmente sono convinto che sia giusto proseguire sulla linea di un Alto Adige come area di plurilinguismo paritetico dal punto di vista culturale, sociale ed economico, oltre a una ferrea moralità. Mai più certi scandali».

Rinnovare come? Avete due assessori uscenti.

«Sono favorevole alle primarie per la scelta dei candidati. Se gli elettori non ci capiscono, dobbiamo cambiare. E bando ai personalismi».

Si riferisce alla candidatura di Spagnolli?

«Questo è uno dei punti fermi: i nostri eletti devono garantire il loro impegno fino al termine del mandato. Tutti. Non c’è alternativa, non nel Pd».

Tra pochi giorni si chiarirà la partita sulle primarie Svp.

«Il Pd è con Theiner, autore di un coraggioso accordo con noi».

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