BOLZANO. Eravamo primi, siamo finiti al settimo posto. È la classifica della qualità della vita stilata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore e che riguarda le 110 province italiane. Nel complesso il capoluogo altoatesino ha perso sei posizioni. Bene l’occupazione, il tasso di natalità, il Pil pro capite, il basso numero di furti di auto. Male il numero di librerie ogni 100 mila abitanti: siamo penultimi. Ancora peggio se si considera il numero di laureati: ultimi.
Il contesto. Milano, rispetto all’anno scorso, è rimasta seconda. Trento è rimasta terza. Sondrio è rimasta quinta. Aosta è schizzata al primo posto guadagnando sette posizioni. Quest’anno gli indicatori sono saliti da 36 a 42, sempre suddivisi in sei sezioni.
Dove siamo migliorati. In una sola sezione Bolzano è migliorata, e anche di molto, guadagnando 24 posizioni. Si tratta del comparto Giustizia Sicurezza e Reati, a dimostrazione del fatto che la situazione, nonostante un palese peggioramento, da noi sia ancora migliore che altrove. In questo settore risultiamo ottavi a livello nazionale, anche se compariamo al 91-esimo posto per scippi e borseggi (301 ogni 100 mila abitanti, contro una media italiana di 204); assai probabilmente perché a Bolzano li si denuncia molto più che altrove. Siamo messi benissimo invece sui furti d’auto: siamo secondi (21 furti ogni 100 mila abitanti; la media è di 114).
Dove siamo rimasti stabili. All’interno delle 42 voci, si sono registrati diversi mutamenti, che si possono vedere in dettaglio nella tabella pubblicata qui accanto. A livello generale, invece, in un solo comparto dei sei indagati dal maggiore quotidiano economico siamo rimasti stabili, ossia su Reddito Risparmi e Consumi. Siamo restati quarti. Per Pil pro capite dichiarato siamo secondi assoluti (36.329 euro contro una media nazionale di 22.281 euro). Quarti siamo poi per depositi bancari pro capite (33.713 euro contro i 19.395 della media nazionale). Infine, siamo terzi per Spesa in beni durevoli per famiglia (2.707 euro contro 2.066 della media italiana).
Dove siamo andati male. Nelle restanti quattro sezioni siamo andati maluccio. Abbiamo perso due posizioni nel comparto Demografia Famiglia e Integrazione, anche se rimaniamo quinti; altre tre posizioni perse in Affari Lavoro e Innovazione dove però siamo settimi. Poi siamo scesi di 13 posizioni nella sezione Ambiente Servizi e Welfare, dove ci ritroviamo al 35-esimo posto. Infine, siamo crollati addirittura di 47 posizioni per quanto riguarda il comparto Cultura Tempo Libero e Partecipazione: piombati alla posizione numero 57. Il sindaco Caramaschi ha chiarito ieri sera, a latere della usuale conferenza stampa dopo giunta, che si dovrà fare di tutto per risalire le posizioni perse. Si è detto stupito del flop nel settore cultura, dove a Bolzano aumentano costantemente spettatori e fruitori. Ha ricordato però, Caramaschi, che si tratta di dati non comunali bensì provinciali.
Le sei voci pesanti. Su sei dei 42 indicatori indagati siamo oltre quota cento su cento e dieci province, ossia siamo vicini al fondo. Siamo al 102-esimo posto per spese sociali pro capite per minori anziani e poveri, idem pure per numero di Onlus iscritte all’Agenzia delle Entrate. Ci siamo classificati alla posizione 106 (e sai che novità) per i canoni di locazione mensile. Siamo invece penultimi per numero di librerie ogni 100 mila abitanti (3 contro una media di 6,8). C’è poi un indicatore per il quale c’è poco da fare, è così: ultimi per indice di escursione climatica, da agosto 2015 a settembre 2016. Il tonfo vero, perché qui più di qualcosa si potrebbe fare, riguarda il numero di laureati ogni mille giovani dai 25 ai 30 anni: solo 29 contro una media nazionale di 75. Ultimi.
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