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BOLZANO. È sulla porta d'ingresso di piazza Domenicani, e del centro storico. Anche per questo l'edicola Kolping raccoglie un'utenza variegata tra residenti e turisti, ma anche studenti visto che è davanti ad uno degli ingressi dell'università. Da anni in largo Adolph Kolping l'attività commerciale, oltre a vendere giornali è anche ricevitoria, tabaccheria, vendita di souvenir e oggettistica. I clienti, oltre ai due proprietari, Niccolò Pagani e Cris Zanirato, trovano dietro al bancone i due dipendenti Camilla e Paolo.
Una nuova gestione cominciata 8 anni fa, ma l'attività commerciale è ben più antica. L'Alto Adige è ben esposto appena sotto al bancone sotto la cassa mentre le locandine sul marciapiedi "strillano" i titoli principali. «Un sistema efficace», spiega Camilla Dell'Agnolo da dietro al bancone. «Molti clienti abituali entrano e comprano la loro copia al di là dei titoli del giorno. Altri invece decidono se comprare o no il giornale dopo aver letto la locandina. Così, succede che, spesso, il giornale finisce.
Alcune volte i titoli diventano anche motivo di confronto. Per esempio, questa settimana, ha fatto molto discutere la notizia della mamma coi figli aggredita e rapinata al Talvera. Tutti indignati per quanto sta accadendo in città». Poi entra un cliente a comprare la sua copia dell'Alto Adige, che gli viene consegnata da Niccolò Pagani. È Armando Vanzetto, il parrucchiere che lavora poco più avanti. «Sinner su tutto - dice - è argomento di dibattito quotidiano. In questi giorni gli ha rubato la scena per alcuni giorni solo l'esclusione della Nazionale dai Mondiali. L'Alto Adige, aggiunge, lo prendiamo per il nostro negozio qui a fianco. Se non riesco a leggerlo sulla carta lo leggo dall'app».
Come Armando, tanti i clienti affezionati che quotidianamente entrano nell'edicola, non solo per comprare qualcosa ma anche per parlare. «Abbiamo un bel rapporto con i lettori del giornale con cui spesso ci confrontiamo su vari temi», aggiunge Camilla. «Ma spesso siamo un ritrovo di amici. Ho due clienti, amici da una vita, che si ritrovano qui una volta a settimana, e li sento che chiacchierano dei loro fatti ma, soprattutto, discutono di calcio». e.a.


