BOLZANO. Gli «ufo» osservati sabato sera da molti bolzanini potrebbero essere dei fulmini globulari, ossia entità fisiche luminose di forma globulare, per lo più sferica.
 Ad avanzare l’ipotesi sono due appassionati di meteorologia, Giovanni Scioli e Massimo Gigliotti. Quest’ultimo, sabato sera, si trovava sui prati del Talvera, ad ammirare, come molti altri, le due palle infuocate alte in cielo. «Sono anni che con il mio amico e collega, l’ingegner Scioli, ci occupiamo di studi meteorologici. Le palle di fuoco avvistate sabato ci hanno subito fatto pensare a fulmini globulari, fenomeni elettrici assai differenti da altri che si manifestano nella troposfera. Sono tra i fenomeni atmosferici meno compresi e una teoria che li interpreti in tutti i loro aspetti deve essere ancora scritta». Nella maggior parte dei casi vengono descritti come sfere colorate (gialle o rosse). Non mancano però testimonianze di entità di forma ovale o cilindrica. Le dimensioni delle sfere vanno da pochi centimetri a diversi metri. Più precisamente il diametro più comune è compreso fra 2 cm e 10 metri, ma non è detto che il diametro realmente percepito coincida con quello effettivo del fenomeno. Non c’è invece nessuna correlazione fra colore e dimensioni. Il colore di un fulmine globulare può indicare quali elementi chimici siano presenti, in modo analogo a quello che succede per le meteore. «Quelli giallo-rossi visti sabato - precisa Scioli - possono essere dovuti alla presenza di idrocarburi». Un fulmine globulare può apparire in tre modi distinti: solido (con un involucro che sembra riflettere la radiazione dell’ambiente esterno), rotante e in combustione. Quest’ultimo aspetto è caratteristico dei fulmini globulari con piccolo diametro. I rotanti invece sono multicolori e circondati da un involucro semitrasparente. Il moto può essere di vari tipi: da nube a nube, dal suolo alle nubi, dalle nubi verso il suolo, orizzontale in prossimità del suolo, moto random in prossimità del suolo, stazionario; rimangono visibili da pochi secondi a qualche minuto, con molte eccezioni. «Frequentemente - proseguono i due - i fulmini globulari sono associati a temporali nella zona di osservazione o nei dintorni, proprio come accaduto sabato sera». Un picco di avvistamenti avviene nel mese di luglio quando i temporali sono più frequenti. Nei mesi invernali, invece, gli avvistamenti sono molto più ridotti. «Quindi - concludono - pur non avendo dati certi sul fenomeno osservato sabato sera ci sentiamo in condizione di tranquillizzare i testimoni sulla natura poco misteriosa del fenomeno».