BOLZANO. «Bravo Luciano, vedi? A forza di sfregarla è venuta bene...». Siamo in via della Roggia, centro storico. Ma pure un poco malandato. Quella che è venuta bene, sicuramente meglio di prima, è la fontana che sta sul muro d'angolo con via Museo. Luciano è invece Luciano Nuresi, osservato a vista da Flavio Schimenti, architetto. Hanno indosso la tuta da lavoro. Perché è un lavoro quello che stanno facendo e che, forse, potrebbero e dovrebbero fare altri.

In sostanza fanno le pulizie: «Bolzano non è che sia tutta bella e in ordine come si racconta», sibila Schimenti, appassionato di architettura storica urbana, un debole per quella degli anni quaranta e cinquanta, in particolare per Ronca, quello che ha trasformato la città del dopoguerra. In effetti, la fontana di via della Roggia è un piccolo disastro. «Ma si può ancora recuperare - dice Luciano tra una grattata e l'altra - invece quella più in alto, sempre in questa via, verso la chiesa e via Vanga ho paura che non ce la faremo. Servirebbe la Seab o il Comune...».

Loro due si chiamano , e l'hanno scritto pure sul dorso della tuta, "Retake", che vuol dire in buona sostanza riutilizzo. Cercano di salvare il salvabile del piccolo patrimonio sconosciuto e no che punteggia il centro. Ma anche di pulire parchi e giardini. E poi fotografa, Schimenti, e documenta e poi scrive al Comune e alla Seab e chiede aiuto o almeno suscita allarme, da la sveglia. E loro ? «Beh, la Seab di solito risponde. Ci aiuta. Il Comune? Quello un po' meno...».

Ma il municipio non aveva detto di aver attivato due addetti che, a chiamata, avrebbero dovuto intervenire soprattutto per le scritte sui muri?

«A parole sì. E magari pure lo fanno - continua l'architetto - nei fatti succede poco anche perchè non sempre i cittadini chiamano. Lo fanno quando la bruttura è sotto casa loro ma qui e in altri luoghi?».

Gli altri luoghi sono nei pressi e riguardano, dopo un giro a caso, situazioni notevoli, architettonicamente, e notevolmente degradate. «Provate ad andare a vedere nei giardini di piazza Madonna, girate intorno al monumento che sta lì in mezzo, davanti alle scuole Goethe e poi ditemi...».

Uno sfregio, ecco cosa è diventato quel monumento con le sue statue e la colonna. Scritte ovunque, inchiostro, colore nero. In bella , cioè bruttissima, vista sul bianco della pietra. Poi Schimenti passa lungo via Museo e arriva al Museo Archeologico, la casa di Ötzi. Ebbene, anche lì uno schifo. Ancora geroglifici e una bella scritta , appunto, "schifo" tracciata a mo' di sberleffo in nero a commentare l'accaduto.

«Il problema qui - osservano i due di Retake - è che si tratta di porfido. Immagino non basti pulire in superficie, servono sabbiature, un lavoro di fino...». Invece in via Roggia sta andando meglio. La fontana, per via di quella sua conchiglia stretta che raccoglie l'acqua, dovrebbe essere della fine del Seicento, primi del Settecento. Un piccolo gioiello.

«Qui ce la facciamo...», sorridono. Un lavoro serio, il loro. «Vogliamo far tornare la bellezza in città», insistono, ricordando quante chiamate hanno avuto per il Parco Petrarca, altro fiore al loro occhiello e per quello di Casanova.

«Lì vorremmo far nascere una Retake di quartiere. Sarebbe bello che tanti bolzanini si muovessero ognuno nel loro territorio».

Scusate , ma il Comune? «Dovrebbe applicare la direttiva Minniti sul degrado. Ma non solo - spiega Schimenti - per quanto riguarda allontanamenti e altro ma nel concreto, combattendo le scritte sui muri, comminando multe, facendo una campagna fotografica per poi intervenire». E invece? «Invece siamo qui noi. E poi andremo in Piazza Madonna... Lì c’è un monumento che è ridotto come un immondezzaio». (pc)

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