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BOLZANO. «In 20 hanno già preannunciato l’intenzione di approfittare di quota 100, per andare in pensione entro fine 2019. Un numero importante se si calcola che si aggiungeranno ai 30 dipendenti che vanno in pensione in media ogni anno». Cifre alla mano l’assessora Monica Franch, che ha la competenza sul personale, spiega i primi effetti delle nuove disposizioni in materia pensionistica sull’organico del Comune.
«Su un totale di 1.020 dipendenti, cinquanta che alla fine molto probabilmente saranno di più - prevede Franch - non sono poca cosa».
Per coprire almeno in parte i posti lasciati vacanti da chi ha cessato l’attività alla fine del 2018 e chi se ne andrà nel 2019, nell’ultima seduta di giunta comunale è stato approvato il bando di un concorso pubblico per 13 posti di assistente amministrativo con contratto a tempo indeterminato (6a qualifica funzionale), di questi 9 posti con rapporto di lavoro a tempo pieno (38 ore settimanali), 2 posti con rapporto di lavoro a tempo parziale (28 ore settimanali) e 2 posti con rapporto di lavoro a tempo parziale (19 ore settimanali). Chi è in attesa di un posto nell’ente pubblico può ben sperare perché anche in Provincia stanno arrivando le prime richieste di chi intende lasciare prima del tempo, sfruttando quota 100.
PROVINCIA. «Finora - dice Albrecht Matzneller, direttore della ripartizione personale della Provincia - ne sono arrivate 32 e riguardano coloro che hanno maturato i requisiti entro la fine del 2018 e quanti li matureranno entro luglio. Ne arriveranno altre nei prossimi mesi. La cifra è relativa ai dipendenti provinciali che sono complessivamente 10 mila: i “quota 100” andranno ad aggiungersi ai 350-400 dipendenti che mediamente vanno in pensione ogni anno. Mentre non abbiamo ancora il numero preciso degli insegnanti delle scuole statali che chiederanno di essere collocati a riposo anzitempo: entro domani potranno presentare le domande presso i dipartimenti».
In Provincia, come per altro un po’ in tutte le amministrazioni pubbliche, si stanno preparando a bandire concorsi e organizzare corsi di formazione per i nuovi assunti.
«Al momento - dice Marco Zanotelli, direttore regionale dell’Inps - le domande di pensione “Quota 100” in provincia di Bolzano sono 267: 91 arrivano dal settore pubblico, le altre 176 dal privato».
LE DOMANDE. Soddisfatto il vicepremier Matteo Salvini: «Orgoglioso dei risultati di quota 100, con circa 70mila adesioni in tutta Italia di cui 728 in Trentino Alto Adige. È un altro risultato di questo governo, per il quale mi sono speso con particolare impegno. Chi ha il sacrosanto diritto di smettere di lavorare può farlo, e lascia spazio a giovani in cerca di lavoro. Alla faccia della Fornero».
LO STUDIO. Uno dei fattori che influenzano maggiormente il mercato del lavoro altoatesino è il cambiamento demografico della popolazione e dei lavoratori. Negli ultimi 20 anni i residenti sono aumentati di 75 mila unità e il numero di lavoratori dipendenti di quasi 66 mila. Quest'ultima crescita è stata possibile grazie al forte supporto da parte di lavoratori di fuori provincia e all’aumento dell’ingresso nel mondo del lavoro di donne e di over 50. Una ricerca svolta dall’Osservatorio del mercato del lavoro e pubblicata nell’ultimo numero del bollettino Mercato del lavoro news fornisce una panoramica complessiva del cambiamento che ha caratterizzato appunto gli ultimi 20 anni.
Dall’analisi emerge come in tutti i settori economici si sia registrato un significativo invecchiamento degli occupati: nella pubblica amministrazione e nell’industria, nei prossimi anni si registrerà un numero molto elevato di pensionamenti e ciò richiederà l’adozione di adeguate misure per assicurare il turn-over degli occupati. (a.m)
«Su un totale di 1.020 dipendenti, cinquanta che alla fine molto probabilmente saranno di più - prevede Franch - non sono poca cosa».
Per coprire almeno in parte i posti lasciati vacanti da chi ha cessato l’attività alla fine del 2018 e chi se ne andrà nel 2019, nell’ultima seduta di giunta comunale è stato approvato il bando di un concorso pubblico per 13 posti di assistente amministrativo con contratto a tempo indeterminato (6a qualifica funzionale), di questi 9 posti con rapporto di lavoro a tempo pieno (38 ore settimanali), 2 posti con rapporto di lavoro a tempo parziale (28 ore settimanali) e 2 posti con rapporto di lavoro a tempo parziale (19 ore settimanali). Chi è in attesa di un posto nell’ente pubblico può ben sperare perché anche in Provincia stanno arrivando le prime richieste di chi intende lasciare prima del tempo, sfruttando quota 100.
PROVINCIA. «Finora - dice Albrecht Matzneller, direttore della ripartizione personale della Provincia - ne sono arrivate 32 e riguardano coloro che hanno maturato i requisiti entro la fine del 2018 e quanti li matureranno entro luglio. Ne arriveranno altre nei prossimi mesi. La cifra è relativa ai dipendenti provinciali che sono complessivamente 10 mila: i “quota 100” andranno ad aggiungersi ai 350-400 dipendenti che mediamente vanno in pensione ogni anno. Mentre non abbiamo ancora il numero preciso degli insegnanti delle scuole statali che chiederanno di essere collocati a riposo anzitempo: entro domani potranno presentare le domande presso i dipartimenti».
In Provincia, come per altro un po’ in tutte le amministrazioni pubbliche, si stanno preparando a bandire concorsi e organizzare corsi di formazione per i nuovi assunti.
«Al momento - dice Marco Zanotelli, direttore regionale dell’Inps - le domande di pensione “Quota 100” in provincia di Bolzano sono 267: 91 arrivano dal settore pubblico, le altre 176 dal privato».
LE DOMANDE. Soddisfatto il vicepremier Matteo Salvini: «Orgoglioso dei risultati di quota 100, con circa 70mila adesioni in tutta Italia di cui 728 in Trentino Alto Adige. È un altro risultato di questo governo, per il quale mi sono speso con particolare impegno. Chi ha il sacrosanto diritto di smettere di lavorare può farlo, e lascia spazio a giovani in cerca di lavoro. Alla faccia della Fornero».
LO STUDIO. Uno dei fattori che influenzano maggiormente il mercato del lavoro altoatesino è il cambiamento demografico della popolazione e dei lavoratori. Negli ultimi 20 anni i residenti sono aumentati di 75 mila unità e il numero di lavoratori dipendenti di quasi 66 mila. Quest'ultima crescita è stata possibile grazie al forte supporto da parte di lavoratori di fuori provincia e all’aumento dell’ingresso nel mondo del lavoro di donne e di over 50. Una ricerca svolta dall’Osservatorio del mercato del lavoro e pubblicata nell’ultimo numero del bollettino Mercato del lavoro news fornisce una panoramica complessiva del cambiamento che ha caratterizzato appunto gli ultimi 20 anni.
Dall’analisi emerge come in tutti i settori economici si sia registrato un significativo invecchiamento degli occupati: nella pubblica amministrazione e nell’industria, nei prossimi anni si registrerà un numero molto elevato di pensionamenti e ciò richiederà l’adozione di adeguate misure per assicurare il turn-over degli occupati. (a.m)


