BOLZANO. Quote rosa, da agosto si cambia. Sta per entrare in vigore la nuova normativa provinciale che prevede 1/3 di donne ai vertici delle società pubbliche. In questi giorni fervono le discussioni sulla sentenza del Tar contro i Comuni di Bolzano e Merano per la designazione dei componenti del Cda di Ae solo al maschile (il Cda resta però in carica). Il sindaco Luigi Spagnolli ha ricordato che lo statuto comunale prevede sì 1/3 di quote rosa, ma sul complesso di tutte le nomine, non nei singoli organismi. Proprio per mettere ordine nella legislazione, è stata approvata il 13 gennaio la legge provinciale con Martha Stocker prima firmataria (Svp). La legge entrerà in vigore all’inizio di agosto e fissa un punto fermo su tutti i Cda pubblici e gli organismi contabili. Le nomine che verranno effettuate a partire da agosto e rigorosamente tutti i rinnovi delle società pubbliche dovranno rispettare 1/3 di quote rosa. Martha Stocker sottolinea: «La legge mira a fare chiarezza e comprende tutti i Cda pubblici locali, vale a dire società provinciali, comunali, miste comunali-provinciali». Per i Cda delle società provinciali valeva già la legge provinciale n. 5 dell’8 marzo 2010, che fissa «un rapporto complessivamente equilibrato fra i generi», specificando «a partire da un numero di 8 persone, devono farvi parte almeno due persone di ciascun genere, e così via». Per la politica invece si deve aspettare. La legge regionale già prevede la regola di 1/3 almeno di donne nelle liste delle elezioni locali, mentre nulla è fissato per le giunte comunali. La Svp ha predisposto una norma che, come compromesso, non prevede 1/3 di assessori donne, ma un numero di assessore proporzionato alla loro presenza nel consiglio comunale. Si tratta di un emendamento per il disegno di legge Cogo, in fase di stallo in consiglio regionale.