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Nel quadro dell’ampia azione di controllo del territorio per la sicurezza dei cittadini, la Guardia di Finanza non dimentica i suoi compiti istituzionali e verifica anche le persone circa il motivo e la regolarità della loro presenza, in particolare nei confronti di coloro che sono impegnati nella raccolta di mele.
I militari hanno così portato a termine nei giorni scorsi nelle campagne del Burgraviato alcuni importanti interventi nell’ambito del contrasto al lavoro irregolare e “in nero”, riscontrando numerosi casi di sfruttamento del sommerso in agricoltura, rilevando che aziende agricole site nel meranese impiegavano numerosi lavoratori non in regola con la legge.
La percentuale di irregolarità è risultata significativa: su 17 lavoratori impegnati nella raccolta, ben 15 sono stati trovati come irregolari e di questi 13 erano completamente “in nero”, quindi di fatto sconosciuti al fisco ed agli enti previdenziali.
La manodopera era priva di ogni garanzia assicurativa e contributiva. I lavoratori, quasi tutti provenienti dall’Europa dell’est, sono stati identificati e controllati anche sotto il profilo della regolarità della permanenza sul territorio italiano, ai fini della pubblica sicurezza.I titolari delle aziende agricole scoperte sono ora soggetti a sanzione amministrativa che può arrivare a diverse decine di migliaia di euro, infatti recentemente il legislatore ha deciso di inasprire le sanzioni nello specifico settore che possono arrivare a 4.000 euro per ciascun lavoratore illecitamente impiegato.


