BOLZANO. Roma e Bolzano a confronto, parte seconda. I presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso oltre al taglio di spese e indennità si sono impegnati a incrementare il lavoro d’aula, prolungandolo fino al venerdì, non più fino al giovedì mattina come nelle precedenti legislature. Abbiamo chiesto ai consiglieri provinciali e regionali se è pensabile e auspicabile una operazione simile anche per Provincia e Regione. Attualmente il consiglio provinciale è organizzato con una seduta al mese, articolata con lavori dal martedì al venerdì. Spesso però la seduta viene chiusa il giovedì. Anche il consiglio regionale si riunisce una volta al mese, con una o al massimo due giornate di lavoro. Il tema della produttività dei due Consigli non è nuovo. I segnali lanciati da Boldrini e Grasso lo ripropongono. È pensabile riunire più spesso il consiglio provinciale e regionale? Le risposte sono tutto sommato positive, soprattutto per la Provincia, e puntano più che altro sull’argomento che più ore a disposizione garantirebbero più attenzione al lavoro delle minoranze. Tuttavia il tema di sicuro non è sentito come un’urgenza, né da parte della maggioranza né della stessa minoranza. Maurizio Vezzali (Pdl), presidente del consiglio provinciale, esordisce con una premessa: «Il lavoro in aula non esaurisce l’impegno del consiglieri, tutt’altro: c’è la preparazione della seduta stessa, con il materiale da studiare, le sedute di commissione, il lavoro di analisi delle delibere di giunta, gli impegni sul territorio. In consiglio provinciale aumentare le giornate di seduta è possibile, ma si provocherebbero sovrapposizioni con le commissioni. Siamo solo in 35, rischieresti di avere diversi colleghi assenti dall’aula perché impegnati in commissione. In parlamento è più facile, perché sono centinaia. Aumentare le sedute può essere comunque utile, perché allargheresti gli spazi delle minoranze, sia mozioni che disegni di legge». Rosa Thaler (Svp), presidente del consiglio regionale, aggiunge: «Quando serve, già aggiungiamo sedute. È normale che sia così. Quando non serve, sarebbe solo tempo perso stare in aula a parlare del sesso degli angeli. Credo sia fuorviante fare passare il messaggio che l’unico lavoro del consigliere sia stare in aula. Non è affatto così». Così Riccardo Dello Sbarba (Verdi): «Non mi piace cavalcare onde populiste. I fatti sono che in consiglio provinciale spesso terminiamo il giovedì e non il venerdì , perché la maggioranza esaurisce prima i propri punti all’ordine del giorno. Ho appena ricevuto il programma della seduta di aprile del consiglio provinciale, su 200 punti, ce ne sono solo 30 della maggioranza. Aumentare le sedute consentirebbe di smaltire le proposte dell’opposizione». Favorevole Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore): «Sì, potremmo aumentare le sedute, immaginando una corsia preferenziale per i disegni di legge dell’opposizione, che negli attuali ordini del giorno sono mescolati alle mozioni». Così anche Mauro Minniti (La Destra): «Non troverei nulla di strano se ci vedessimo più spesso. 200 punti all’ordine del giorno sono troppi». (fr.g.)

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