MERANO. La tranquillità e la sicurezza dei cittadini di Merano non si perseguono solo aumentano la presenza di forze dell'ordine impegnate sorvegliare le strade e i luoghi pubblici, ma anche attraverso la prevenzione. Seguendo questo principio l'altro giorno sindaco e assessori di Merano hanno partecipato al primo incontro sulla sicurezza urbana aperto ai contributi dei centri giovanili, alla consulta degli immigrati e agli streetworkers.

«Come sindaco - ha spiegato l’altra mattina Paul Rösch, riferendo l'esito dell'incontro - sono corresponsabile per la sicurezza a Merano: non per la repressione dei reati, bensì per il contesto generale. Un politico deve sempre domandarsi cosa può fare per contribuire a rendere più sicura la sua città, in primis nella prevenzione».

E proprio Salvatore Cosentino, responsabile del gruppo degli Streetworkers, costola dell'associazione Jugenddienst, ha presentato un chiaro quadro dell'attività che viene svolta, «in particolare tra i giovani in età compresa tra i 12 e i 25 anni». Il team guidato da Cosentino è composto da sei operatori che svolgono la propria attività in tutto il Burgraviato, non solo sul territorio meranese. Lo scorso anno gli streetworker nella loro attività hanno imbastito oltre seimila colloqui con ragazzi in difficoltà. Per centoventi di loro è stato attivato un percorso individuale di riconciliazione con il contesto nel quale vivono. Altri venti ragazzi sono stati accompagnati in ambito scolastico attraverso la collaborazione con le scuole.

Gli streetworker operano nei locali della vita serale, nei centri giovanili ma anche nei luoghi d'incontro del momento, la scorsa estate andavano molto il parco Tessa, la zona della Wandelhalle. «Il nostro primo passo - ha spiegato Salvatore Cosentino - è quello di cercare di conquistare la fiducia dei ragazzi, per far sì che si instauri un meccanismo di ascolto dei nostri suggerimenti. Una grande maggioranza dei ragazzi che contattiamo vivono una vita normale, i più difficili soffrono di un background socio economico disagiato, vengono da famiglie in difficoltà. Il nostro obiettivo è quello di conoscere e convincere le persone a tenere comportamenti adeguati, dando una prospettiva di vita e spesso ricostruendo un piano esistenziale».

Il disagio giovanile non ha etnia o genere. Il 50% dei ragazzi seguiti sono di sesso maschile, un terzo di lingua italiana, un terzo di lingua tedesca e un terzo migranti. Ragazzi italiani e tedeschi hanno soprattutto problemi di dipendenza, gli stranieri di lavoro.

Secondo Salvatore Cosentino i casi di accompagnamento per persone in passato hanno avuto un contatto con il sistema giudiziario è in aumento e con questo anche il lavoro per evitare le ricadute: «Il prezioso lavoro di Streetwork ci consente di impedire che cittadine e cittadini meranesi siano vittime di comportamenti criminali e di attuare per tempo i necessari correttivi, così da ricondurre i più “indisciplinati” ad un atteggiamento socialmente tollerabile. Prima ancora che vengano commessi reati e che debbano intervenire le forze dell'ordine».