VAL D’ULTIMO. Per sei lunghe ore una famiglia di Cles, che sabato era andata a sciare nel comprensorio sciistico Schwemmalm in val d’Ultimo, ha temuto il peggio. Un bambino di 10 anni, che alle 16 stava facendo una delle ultime discese insieme ad amici e parenti, ha perso contatto dal resto del gruppo e non ha più fatto ritorno alla stazione a valle dell’impianto di risalita. La mamma e il papà lo stavano aspettando al bar ed erano quasi pronti per ripartire alla volta della val di Non dopo una giornata spensierata, resa ancora più piacevole dalla temperatura incredibilmente mite anche in alta quota.

Passato un quarto d’ora dal rientro alla stazione a valle degli altri membri della comitiva i genitori hanno dato immediatamente l’allarme, temendo appunto che il loro figlio si fosse perso in una zona che effettivamente non conosceva bene. Nel giro di una manciata di minuti la centrale operativa del 118 ha allertato la Guardia di Finanza e il soccorso alpino. I soccorritori delle Fiamme Gialle di Merano sono partiti alla volta della val d’Ultimo con quattro unità cinofile ed hanno iniziato a setacciare le piste del comprensorio palmo a palmo, partendo ovviamente da quella dove il ragazzino si era letteralmente volatilizzato. Col passare delle ore è iniziata ad aumentare la paura perché i soccorritori, per quanto numerosi, non sono riusciti a rintracciare il giovane sciatore noneso.

Le ricerche sono proseguite anche al buio, con una visibilità di pochi metri. Quando quasi tutti temevano ormai che il ragazzino fosse costretto a trascorrere una notte all’addiaccio è arrivata la buona notizia. Alcune famiglie che risiedono in località «San Moritz», a 1700 metri di quota, hanno notato un giovane, chiaramente disorientato, che camminava alla ricerca di una baita o di un ristorante dove poter dare l’allarme. I soccorritori, con le unità cinofile, si sono precipitati immediatamente sul posto, fuori dal comprensorio sciistico Schwemmalm, e hanno prestato i primi soccorsi al ragazzino, che - seppur provato - stava benissimo. Non era, infatti, nemmeno infreddolito. Da quanto è stato possibile appurare il giovane sciatore, dopo aver abbandonato gli sci per potersi muovere meglio al buio, ha iniziato a camminare in salita, senza una meta precisa, allontanandosi notevolmente dalle piste. Fortuna vuole che sia riuscito a raggiungere, a piedi, un gruppo isolato di masi.

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