BOLZANO. Le parole di Don Dino Marcon, direttore dell’Istituto Rainerum intervistato ieri dal nostro giornale, hanno scatenato le proteste di molti esponenti del mondo della politica e delle associazioni lgbt. E hanno spinto gli studenti dell’istituto Salesiano a confrontarsi sull’argomento. Loro hanno scelto di farlo a distanza di sicurezza da eventuali occhi e orecchie indiscrete, e si sono rifugiati nel “luogo” che conoscono meglio: internet, ma senza Facebook. E allora ecco che le inquietudini e le riflessioni prendono corpo in una conversazione di gruppo in cui ognuno dice la sua, e risponde agli altri, in un confronto schietto e aperto, forse più maturo di quanto gli adulti non saprebbero aspettarsi.

E se qualcuno sgarra e prende l’argomento sottogamba, si becca i rimbrotti dei presenti, che non hanno voglia di scherzare e avvertono l’imbarazzo che monta dall’esterno e dall’interno della scuola.

Ecco un frammento di riflessione: «Non è una questione di moralismo, bisognerebbe nascondersi dopo un articolo del genere: non posso credere che la stupidità possa arrivare a certi livelli. Se una persona ha diversi orientamenti sessuali è un fatto suo, nessuno può mettersi in mezzo. La questione dello specialista per “riorientare” poi è divertente: credono davvero che funzioni? Tutto questo è disgustoso».

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