PHOTO
BOLZANO. Drammatica rapina a mano armata ieri sera dopo le 20 all'Admiral Club di Via Galvani, alla zona produttiva di Bolzano: nella sala giochi gemella di quella rapinata un mese prima in Via Torino, due giovani armati di pistola hanno portato via l'incasso malmenando e minacciando il barista. È stato un blitz rapidissimo, che ha rischiato conseguenze tragiche.
Accade tutto in un attimo, un minuto o poco più: al bancone del bar dell'Admiral si materializzano davanti al barista - M.Z le sue iniziali - due uomini con il casco integrale sulla testa. Poche parole, ma gesti sicuri, minacciosi: il barista viene malmenato e quando accenna a riufiutarsi di consegnare i soldi gli puntano una pistola alla testa. Un'ora dopo è ancora pallido e provatissimo, ma per fortuna non ha dovuto ricorrere a cure mediche.
È andata così, racconta ai poliziotti: sotto la minaccia della pistola - impossibile dire se era un'arma vera o giocattolo - e con i clienti che nell'altra sala, quella delle macchinette mangiasoldi, restavano atterriti, senza il coraggio di muoversi, il barista apriva la cassaforte tenuta sotto il bancone e lasciava fare ai due aggressori. Che si sono portati via, secondo uan prima stima, circa 15 mila euro. All'inizio c'era incertezza sull'ammontare della somma poiché il bottimo era costituito da denaro in contante e taglianti di fondo cassa, quelli che vengono utilizzati appunto nelle sale giochi.
Giusto il tempo di infilare i soldi in una borsa e via di corsa verso la moto che avevano lasciato appena fuori, in posizione favorevole per una fuga rapidissima. Il tutto sarà durato un minuto. Alle pattuglie della polizia intervenute dopo pochi minuti coordinate dal capo dlela squadra mobile Tricarico, non è rimasto che sentire il barista e i testimoni, e perlustare poi la zona ma senza grandi speranze, vista la velocità con cui si sono eclissati a bordo della loro moto e i pochissimi elementi di riconoscimento. Unico dettaglio: secondo i testimoni le poche parole usate dai banditi sarebbero state in italiano con accento meridionale. Dentro il locale, a tarda sera, ci sono ancora i poliziotti della squadra scientifica che raccolgono impronte e verificano dettagli, per avviare un'indagine che non si annuncia facile. Del resto, i banditi sono stati velocissimi ed erano irriconoscibili, bardati con i loro caschi integrali.
Un testimone, che è rimasto lì davanti alla sua machinetta a giocarsi le ultime speranze, cerca di dare indicazioni utili: «Avranno avuto 26-28 anni, non di più, da come si muovevano». Dunque un'altra serata di paura per chi lavora nelle ormai diffusissime sale giochi. Che sono diventate un nuovo, facile bersaglio per i rapinatori. Aumentando il giro d'affari, aumentano esponenzialmente le rapine. Come quella di ieri e come quella portata a termine un mese fa nell'altro Admiral Club bolzanino, qello di Via Torino. In quel caso il rapinatore fu subito intercettato: era il vicino di casa e fu riconosciuto dalla voce. Troppo familiare al barista... (f.za.)
Accade tutto in un attimo, un minuto o poco più: al bancone del bar dell'Admiral si materializzano davanti al barista - M.Z le sue iniziali - due uomini con il casco integrale sulla testa. Poche parole, ma gesti sicuri, minacciosi: il barista viene malmenato e quando accenna a riufiutarsi di consegnare i soldi gli puntano una pistola alla testa. Un'ora dopo è ancora pallido e provatissimo, ma per fortuna non ha dovuto ricorrere a cure mediche.
È andata così, racconta ai poliziotti: sotto la minaccia della pistola - impossibile dire se era un'arma vera o giocattolo - e con i clienti che nell'altra sala, quella delle macchinette mangiasoldi, restavano atterriti, senza il coraggio di muoversi, il barista apriva la cassaforte tenuta sotto il bancone e lasciava fare ai due aggressori. Che si sono portati via, secondo uan prima stima, circa 15 mila euro. All'inizio c'era incertezza sull'ammontare della somma poiché il bottimo era costituito da denaro in contante e taglianti di fondo cassa, quelli che vengono utilizzati appunto nelle sale giochi.
Giusto il tempo di infilare i soldi in una borsa e via di corsa verso la moto che avevano lasciato appena fuori, in posizione favorevole per una fuga rapidissima. Il tutto sarà durato un minuto. Alle pattuglie della polizia intervenute dopo pochi minuti coordinate dal capo dlela squadra mobile Tricarico, non è rimasto che sentire il barista e i testimoni, e perlustare poi la zona ma senza grandi speranze, vista la velocità con cui si sono eclissati a bordo della loro moto e i pochissimi elementi di riconoscimento. Unico dettaglio: secondo i testimoni le poche parole usate dai banditi sarebbero state in italiano con accento meridionale. Dentro il locale, a tarda sera, ci sono ancora i poliziotti della squadra scientifica che raccolgono impronte e verificano dettagli, per avviare un'indagine che non si annuncia facile. Del resto, i banditi sono stati velocissimi ed erano irriconoscibili, bardati con i loro caschi integrali.
Un testimone, che è rimasto lì davanti alla sua machinetta a giocarsi le ultime speranze, cerca di dare indicazioni utili: «Avranno avuto 26-28 anni, non di più, da come si muovevano». Dunque un'altra serata di paura per chi lavora nelle ormai diffusissime sale giochi. Che sono diventate un nuovo, facile bersaglio per i rapinatori. Aumentando il giro d'affari, aumentano esponenzialmente le rapine. Come quella di ieri e come quella portata a termine un mese fa nell'altro Admiral Club bolzanino, qello di Via Torino. In quel caso il rapinatore fu subito intercettato: era il vicino di casa e fu riconosciuto dalla voce. Troppo familiare al barista... (f.za.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


