BOLZANO. È passata da poco la mezzanotte. Kurt Schmieder, uno dei proprietari del “Naomi Pub” di Salorno, sta mettendo in ordine tazze e bicchieri dietro al bancone. Il locale - che ha anche una sala da gioco - è deserto. Entrano due ragazzi. Kurt Schmieder è girato di spalle. «Tira fuori tutti i soldi - gli dicono -. Subito». L’altoatesino, originario di Merano, capisce che lo stanno rapinando. Si volta. Apre la cassa. Contiene circa mille euro. I due banditi, entrambi molto giovani, hanno fretta. Il titolare del locale nota che nessuno dei due ha un’arma in mano. Succede tutto in un attimo.

Reagisce. Uno dei due rapinatori si getta addosso a Kurt Schmieder. Inizia la colluttazione. Schmieder sente un dolore atroce. Il malvivente gli ha staccato a morsi un pezzo dell’orecchio sinistro. C’è sangue ovunque.

Ore 00:10. I rapinatori prendono i soldi. Fuggono. Ma Kurt Schmieder non molla. Pur essendo ferito, sale in macchina e insegue i suoi aggressori. Mentre guida, chiama i carabinieri. Spiega cosa è accaduto. Spiega che tipo di macchina sta inseguendo. Si tratta di una Golf Volkswagen, con targa romena. Ma i due sono troppo veloci. Ad un certo punto li perde. Entrano in azione i carabinieri. Proprio nella notte tra sabato e domenica ci sono per le strade dell’Alto Adige 150 uomini armati che effettuano controlli a tappeto. Un centinaio di loro, insieme ai carabinieri del nucleo investigativo di Bolzano, si spostano in Bassa Atesina. I rapinatori si sentono braccati. Non hanno alternativa. Abbandonano la macchina a Egna. Raggiungono una coppia di romeni di cui si fidano. Si nascondono. Sulla strada ci sono troppi militari. Meglio non uscire allo scoperto per un po’. Gli uomini dell’Arma setacciano ogni angolo della Bassa Atesina. Kurt Schmieder viene accompagnato in ospedale. Un pezzo di orecchio è stato staccato irrimediabilmente. Ne avrà per due settimane. La ferita all’orecchio è profonda. Viene ricucita.

Ore 1.00. I carabinieri trovano la vettura. È intestata ad un cittadino romeno, che però si trova all’estero. Vengono avviati controlli incrociati. Gli uomini del nucleo investigativo scoprono che quella macchina è utilizzata da due ragazzi. Si tratta di Dragos Ciovina, 21 anni e Alexandru Claudiu Sanda, 22 anni. Risultano entrati in Italia pochi mesi fa. Non hanno una residenza fissa. Non hanno un lavoro.

Ore 20.59. Proseguono le ricerche. I carabinieri non si fermano. Se i banditi non sono stati trovati nei meleti o nei boschi, significa che qualcuno li sta aiutando. Mentre i militari lavorano ininterrottamente, la coppia di romeni accompagna i rapinatori in stazione. Acquistano un biglietto per Innsbruck. Vogliono lasciare l’Alto Adige il prima possibile. Non sanno che i carabinieri hanno rintracciato la coppia che li sta aiutando. Non sanno che conoscono i loro volti. Non sanno che sanno dove sono diretti. Mentre i rapinatori sono in treno, i militari del nucleo investigativo si attivano: prendono contatti con i colleghi austriaci. Al Brennero ci sono altri carabinieri e l’unità speciale “Cobra” austriaca ad attendere l’arrivo del treno. Numerose gazzelle stanno “scortando” il convoglio. Si vuole essere certi che Ciovina e Sanda non scendano.

Ore 23.44. Sono passate esattamente ventiquattro ore dal colpo nel locale di Salorno. I due criminali vengono arrestati dai “Cobra” - su indicazione dei colleghi italiani- , prima di arrivare ad Innsbruck. I soldi vengono recuperati. Il magistrato Axel Bisignano ha già avviato le procedure per l’estradizione. Kurt Schmieder conferma che si tratta dei suoi aggressori. Ciovina è quello che gli ha staccato un pezzo d’orecchio a morsi. «È ancora scosso per l’accaduto. Ma si riprenderà», conferma il suo socio Mirza Cehaic.

©RIPRODUZIONE RISERVATA