BOLZANO. Rapina a mano armata in pieno giorno all’Upim in via della Posta. Due malviventi hanno minacciato con una pistola il direttore e si sono fatti consegnare 15 mila euro. Nessuno ha notato quei due uomini entrare. Nessuno li ha visti salire al secondo piano. Il negozio, a inizio pomeriggio, è sempre pieno di persone che salgono e scendono. Nessuno poteva sapere che si trattava di rapinatori, armati di pistola.

Alle 14.30 di ieri, in pieno centro storico e in pieno giorno, due malviventi hanno raggiunto l’ufficio del direttore dell’Upim in via della Posta. L’ufficio si trova al secondo piano. È lì che viene tenuto l’incasso della settimana, chiuso in cassaforte. E i rapinatori probabilmente lo sapevano.

I due entrano dunque nella stanzetta del responsabile della filiale e tirano fuori dalla tasca una pistola. Il direttore non sa cosa fare. È sotto choc. Cerca di mantenere la calma. I due gli dicono di guardare per terra e di non fare movimenti bruschi. Non hanno il volto coperto e quindi non vogliono che lui li guardi in faccia troppo a lungo. Lo minacciano in italiano, anche se l’ostaggio spiegherà alle forze dell’ordine di aver notato un accento strano. Il bolzanino non può fare altro che consegnare ai banditi tutti i soldi in cassa. Il bottino è di quindicimila euro in contanti. Nei prossimi giorni la somma sarebbe stata depositata in banca. I malviventi, prima di sparire con i soldi, rinchiudono il direttore in uno stanzino per avere il tempo di fuggire.

Così come sono entrati escono con molta tranquillità, facendo perdere le proprie tracce tra le tante persone che a quell’ora girano per il centro storico. Quando il responsabile dell’Upim di Bolzano riesce a liberarsi, i banditi sono già svaniti nel nulla. Immediatamente, arrivano sul posto gli agenti della Squadra Mobile, coordinati da Giuseppe Tricarico. Impronte digitali, descrizioni dei testimoni oculari: viene raccolto tutto quello che può essere utile per identificare i rapinatori.

Chi ha messo a segno il colpo, però, sapeva tante cose: sapeva dove si trovava l’ufficio del direttore, sapeva che per giorni l’incasso non viene portato in banca e sapeva che il sistema di video-sorveglianza del negozio al momento è fuori uso. Gli inquirenti, dunque, hanno deciso di controllare le registrazioni dei negozi che si trovano nelle immediate vicinanze dell’Upim, così come le riprese delle Poste e degli istituti bancari della zona. Per il momento, però, non è stato possibile identificare i due uomini.

Da ieri pomeriggio, polizia e carabinieri hanno istituito dei posti di blocco all’entrata e all’uscita della città, così come sono stati raddoppiati gli uomini che prestano servizio a piedi.

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