BOLZANO. La Procura della Repubblica tenterà di ottenere importanti dati tecnici sulla cassaforte del magazzino Upim, al centro delle indagini per la presunta rapina che l'ex direttore Salvatore Liguori disse di aver subìto ad opera di due fantomatici banditi nell'aprile scorso. Il Pm Luisa Mosna ha infatti chiesto un incidente probatorio al fine di disporre una perizia sui dati rilevabili nella memoria elettronica della cassaforte. Il magistrato intende verificare quante volte, il giorno del colpo, la cassaforte venne aperta mettendo poi a confronto i dati con il racconto reso agli inquirenti dal direttore. Quest'ultimo , al tempo dei fatti, rilasciò dichiarazioni contraddittorie. Ora il pubblico ministero cerca la prova sulle dichiarazioni rese non veritiere. Ricordiamo che nell'occasione del colpo sparirono 15 mila euro che avrebbero dovuto essere versati in banca per il pagamento degli stipendi. La versione dei fatti fornita dall’ex direttore Salvatore Liguori (che avrebbe avuto problemi personali di denaro) non ha mai convinto gli inquirenti. Gli ultimi accertamenti hanno fatto crescere i sospetti dato che la giustificazione fornita da Liguori circa il possesso in casa di tremila euro in contanti poche ore dopo il colpo non ha trovato alcun riscontro concreto nelle indagini condotte da polizia e magistratura. La somma di denaro è sempre sotto sequestro dopo che il tribunale del riesame ha respinto l'istanza dell'avvocato Daniele Stramaccioni del Foro di Roma di ottenere la revoca del provvedimento. In questi giorni, però, sul tavolo del sostituto procuratore Luisa Mosna è arrivata un'informativa della Squadra Mobile (diretta dal dottor Giuseppe Tricarico) da cui risulta che non c'è traccia di presunte vincite da scommesse ottenute in Campania dell'ex direttore indagato. Ogni vincita oltre i mille euro viene registrata dai gestori delle sale scommesse ma tutte le indicazioni fornite dall'indagato per presunte vincite in Campania non hanno trovato alcun riscontro. L'ex direttore ha però sempre sostenuto che il giorno della fantomatica rapina non avrebbe dovuto neppure essere al lavoro e di essersi recato in ufficio solo perchè contattato da un geometra di zona del gruppo Coin per interventi di risanamento dello stabile Upim. Salvatore Liguori raccontò di aver subìto la rapina in ufficio da parte di due individui, cadendo però in contraddizioni riguardo le modalità del colpo.(ma.be.)

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