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MERANO. Hanno tentato di rapinarlo, ma lui, anche se in stato di comprensibile agitazione, è riuscito a scattare una foto con il cellulare. L'immagine, pur sbiadita, è stata di aiuto ai carabinieri, che hanno arrestato un ventenne nordafricano e hanno denunciato il connazionale che era con lui.
L'accusa è di rapina e si riferisce all’episodio accaduto la notte scorsa, verso le 3, ai danni di un tassista bolzanino. Costui ha chiamato il 112 della Centrale operativa dei carabinieri di Merano e ha descritto il fatto di cui era stato vittima: «Ho portato due giovani dalla stazione ferroviaria di Bolzano a Sinigo - ha spiegato - Non solo non mi hanno pagato, ma uno dei due ha cercato di rapinarmi. Ho cercato di resistere ed è scappato, venite subito».
I carabinieri, ricevuta la segnalazione, sono partiti immediatamente. Sul posto, a Sinigo, sono arrivate tutte le pattuglie disponibili. I militari del Nucleo radiomobile e delle stazioni carabinieri di Merano, Cermes e Moso in Passiria hanno iniziato una capillare attività di ricerca. La zona è stata battuta in lungo e in largo, ma i due nordafricani sembravano essersi volatilizzati nel buio. Il tassista, a quel punto, dopo aver superato un comprensibile stato di choc ha tirato fuori il suo smartphone dicendo ai carabinieri che era riuscito a scattare una foto del malvivente proprio nel momento in cui stava scappando.
«Scusatemi, è tutta sfuocata, non si capisce niente, ma è il meglio che sono riuscito a fare, avevo tanta paura», è quanto ha detto il tassista ai militari dell'Arma, che ormai sembravano rassegnati, visto che le ricerche dei due giovani non davano risultati concreti e non c’erano a disposizione elementi che potevano tornare utili per l’identificazione e per una più fruttuosa ricerca dei protagonisti della tentata rapina.
Ma l'immagine del cellulare è apparsa sufficientemente chiara, visto che ha offerto uno spunto, una traccia, un elemento agli inquirenti. E, infatti, al comandante della stazione di Merano sono stati sufficienti pochi istanti, alcune occhiate per riuscire ad avere un’idea e di conseguenza anche un dubbio che poteva aprire una possibilità, una pista operativa.
In quella foto sfuocata, la mano tremante del tassista sembrava aver immortalato un pregiudicato della zona. I carabinieri non hanno perduto tempo, tanto che poco dopo hanno bussato alla porta di casa del giovane.
Era assieme ad un amico. I due ventenni hanno provato a costruire quello che, fin da subito, è sembrato un alibi debole.
A tradirli, sono stati un giubbotto e una felpa appoggiati a una sedia. Riconoscibili come gli stessi immortalati nell’immagine scattata dal tassista. Logica la conseguenza. Per uno dei due sono scattate le manette, mentre il secondo è stato denunciato a piede libero.
Il rapporto dei carabinieri è stato già inviato alla magistratura di Bolzano.
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