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BOLZANO. Il numero dei cittadini stranieri, sia europei che extracomunitari, residenti in provincia di Bolzano continua a crescere, ma rallenta. Rispetto ai picchi del 2007, infatti, l’andamento dei nuovi ingressi sembra si stia assestando su un livello medio di poco meno di 3 mila persone l’anno.
Lo conferma lo studio condotto dal Servizio coordinamento immigrazione della ripartizione Lavoro della Provincia in collaborazione con Eurac, che ha pubblicato il rapporto annuale sull’integrazione e l’immigrazione relativo al bilancio dei dati Astat con saldo al 31 dicembre del 2011. «L’impegno - afferma l’assessore Roberto Bizzo - è quello di mantenere costantemente monitorato il fenomeno, con l’edizione di un rapporto con cadenza annuale».
I flussi migratori sono infatti, soprattutto con l’allargamento in divenire dell’Unione Europea, estremamente fluidi, «Dobbiamo tenere in considerazione - prosegue Bizzo - che mentre tracciamo le rotte delle migrazioni, continua a cambiare la geografia sottostante agli spostamenti». Come è avvenuto per i cittadini rumeni, in parte arrivati quando la Romania non rientrava nell’UE e poi trasformati in cittadini europei in seguito.
Ecco alcuni dei dati emersi: sono 134 le nazionalità presenti sul territorio altoatesino, di cui quella albanese con il massimo numero di appartenenti (5500), seguiti da Germania (4500) e Marocco (3000), poche decine in meno sono i cittadini pakistani e al quinto posto, curiosamente, si attestano i macedoni (2300).
Il 95% degli stranieri non-UE è occupato in mansioni non impiegatizie, che hanno incidenza sul totale della forza lavoro del 24%. Oltre l’8% delle imprese registrate alla camera di commercio, parallelamente a quanto avviene per la popolazione, vede il titolare o i soci di nazionalità straniere.


