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BOLZANO. L'Austria non ha nessuna intenzione di alzare un recinto al confine del Brennero. Un cambio di orizzonte radicale rispetto ai lavori iniziati qualche settimana fa che è stato spiegato al comitato bicamerale di controllo dell’Accordo di Schengen presieduto da Laura Ravetto. Ieri, infatti, c'è stata la visita istituzionale dell’organo parlamentare alla polizia tirolese e alle autorità austriache. C’è stato, poi, anche un sopralluogo al Brennero per verificare la situazione al confine e i lavori preparatori legati al recinto. «Siamo venuti a controllare che non ci siano violazioni palesi degli accordi» spiega la presidente «pur sapendo che ci sono stati molti incontri a livello governativo e istituzionale accompagnati da un'attenzione continua da parte della Commissione europea. Abbiamo semplicemente verificato che la situazione sia esattamente come ci è stata descritta fino adesso e dobbiamo dire che non abbiamo riscontrato alcun tipo di violazione o anormalità». Che il valico del Brennero fosse un confine tranquillo in questo momento si sapeva. A preoccupare, però, sono le prospettive. «Le autorità austriache ci hanno assicurato di non avere nessuna intenzione di erigere un muro e sono anche contrari al ripristino di controlli capillari».
Eppure hanno predisposto tutto per erigerlo, il recinto, organizzando anche una conferenza stampa per spiegare nel dettaglio le modalità di controllo lungo la Statale e l’autostrada. «Sono stati fatti dei lavori di preparazione che ci hanno mostrato. Effettivamente c'è un basamento che permetterebbe di innalzare una recinzione in soli due giorni, ma le autorità austriache sono state chiare nel negare questa volontà. Sarebbe un danno e un problema anche per loro». Cosa è cambiato, allora, da quando le intenzioni di Vienna erano diametralmente opposte? «Va detto che l’Italia ha fatto grandi passi avanti nel presidio delle frontiere esterne dell’Europa. La percentuale di identificazione con l’apertura degli hotspot è arrivata a toccare punte dell’84 o del 100% dei migranti in arrivo. Questo, evidentemente, è un dato importante per i rapporti tra i due Paesi»
A contare di più, peraltro, sono le modalità di controllo e non la presenza o meno di un recinto. «Schengen non ha eliminato solo i muri quindi io non mi accontento della mancanza di barriere. Anche i controlli sistematici si configurano come una violazione perché limitano la libertà di circolazione. Qualora si verificasse una situazione di controllo capillare si rischia di arrecare un grande danno economico a tutta l’Europa. Senza contare che si andrebbe contro i principi comunitari in modo aperto. Lo abbiamo fatto presente». Intanto al confine si moltiplicano le tensioni e la violenza di sabato scorso ha colpito anche coloro che conoscevano poco o nulla il problema. «Le tensioni non fanno bene a nessuno – continua Ravetto – e ci sono stati atti da condannare. Abbiamo controllato la situazione al confine e incassato la solidarietà delle forze dell’ordine austriache per quanto accaduto in occasione della manifestazione dei movimenti anarchici».
La delegazione del comitato è stata accompagnata in questa visita istituzionale dalle massime autorità locali. Assieme al commmisario di governo Elisabetta Margiacchi presenti anche il commissario del Comune di Bolzano Michele Penta, il vice presidente provinciale Christian Tommasini oltre al comandante provinciale dei carabinieri Stefano Paolucci, al questore Lucio Carluccio e al comandante della guardia di finanza Giulio Piller.
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