BOLZANO. Sono in sei, tutti trentini, e si chiamano Rebel Rootz. Sono loro i vincitori assoluti del Concorso Upload che sabato sera li ha portati sul palco della Halle 28, per ricevere i premi (uno simbolico, un vinile, e uno decisamente più consistente, 5 mila euro) dalle mani del presidente della giuria, Claudio Astronio. “Mi piacciono i ribelli” sono state le sue parole. E ribelli effettivamente i Rebel Rootz lo sono.

“Rootz è il nome del primo reggae degli anni Ottanta. E Rebel lo abbiamo scelto perchè siamo sei teste ribelli e ognuno di noi infila sulla base reggae più o meno quello che vuole: dubstep, ska, rock, techno e via dicendo. Così nasce la nostra musica” ci spiega Massimo Fontanari, voce e chitarra, e fondatore della band insieme a Nicola Tonini batteria, nel febbraio scorso. A loro poi si sono uniti Pietro Toniolli alla tastiera, Francesco Dallago al basso, Carlo Villotti alla chitarra e Michele Tasin alle tastiere e sintetizzatori. Nell’arco del 2011 la band ha realizzato più di 50 live dentro e fuori regione e nell’estate ha realizzato il primo singolo “Tu sei musica”. All’inizio del 2012 è uscito il loro primo disco “Radice Ribelle”, accompagnato dalla realizzazione del videoclip del primo singolo “Fragile”, in rotazione radiofonica da dicembre 2011, con la comparsa del grande amico della band, Anansi.

“Anansi lo scorso anno ha partecipato ad Upload e ci ha consigliato di iscriverci” dice Max Fontanari. “Noi abbiamo caricato il nostro pezzo, ma senza molte speranze: il reggae non è un generale musicale da concorso. E’ stato proprio Anansi a spingerci e a ricordarci quando dovevamo caricare il pezzo. Non pensavamo neppure di arrivare in finale”.

E invece avete addirittura vinto. Cos’è piaciuto di voi, lo sapete?

«Io penso che in questo momento, o meglio da un paio di anni, il reggae è un genere che piace molto, direi più del rock. Noi poi abbiamo ormai una certa dimestichezza con il palco: suoniamo praticamente tutti i weekend. Ma devo dire che è stato piuttosto strano suonare davanti ai giurati invece che davanti a centinaia di ragazzi che ballano».

Che cosa vi ha dato l’esperienza di Upload?

«Una bella carica di autostima. Adesso siamo proprio decisi ad andare avanti. Ci diciamo che se siamo piaciuti a una giuria internazionale di quel livello, abbiamo le carte in regola per tentare di proseguire. Ma è stata bella tutta l’esperienza, come suonare al Mart di Rovereto durante Upload on Tour».

Come spiegate i pochi spettatori nelle finali sia di Trento che di Bolzano? Ai giovani non interessa più la musica?

«Io penso che non tutti i giovani possono spendere 15 euro. Noi abbiamo suonato davanti a 2.500 persone, a ogni concerto ci sono centinaia di ragazzi, ma i concerti sono gratis o costano al massimo 5 euro, che è quello che può spendere mediamente un giovane per ascoltare musica».

Come avete festeggiato la vittoria di Upload?

«Con un concerto con qualche centinaio di amici intimi sul lago di Levico».

Con i soldi del premio cosa farete?

«Sono arrivati proprio al momento giusto. Abbiamo bisogno di alcuni strumenti, tra cui il basso e poi strumentazione varia».

E adesso?

«Adesso siamo carichi per far uscire entro l’estate un singolo e speriamo di riuscire a realizzare per l’autunno un vero e proprio cd. E poi tanti concerti. E questa è la parte più bella di questo lavoro».

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