MERANO. Merano sott'acqua alla grande. Ma non parliamo della pioggia picchiettante degli ultimi giorni, bensì di un record tanto bizzarro quanto sudato, nel quale Merano c'entra in diverse vesti: come sede dell'avvenimento e per alcuni dei suoi protagonisti. Alle Terme, infatti, è stato abbattuto il primato di percorrenza in bici sott’acqua con autorespiratore, certificato dai responsabili dei “Guinness World Records”.

L'impresa s'è svolta nel corso delle riprese della trasmissione tedesca “Zdf Fernsehgarten on Tour” tenutesi appunto alle Terme Merano. S'è trattato della concretizzazione di un'idea nata la scorsa estate, quando la scuola d’immersione A-Dive di Norimberga ha contattato l’omologa meranese, l'associazione Top Dive, richiedendo supporto logistico nell'assalto al primato mondiale di questa “specialità”. Secondo il regolamento Guinness è previsto l’utilizzo di normali biciclette, sono tuttavia ammesse delle modifiche ai mezzi per consentire di ottimizzare l'aderenza con il fondo della piscina, per esempio una zavorra in piombo e degli alettoni - tipo Formula 1 – che inseriti sulle ruote consentono una maggiore deportanza (tradotto, spinta verso il suolo), ma anche un rapporto al pedale molto agile. Tecnicismi e tecniche, poi ci sono volute la preparazione e l'abilità: ai tre di Norimberga, Jens Stötzner, Aron Faas e Sven Jessl, s'è unito Alexander Strasser, 25enne appassionato subacqueo e socio di Top Dive Merano.

Con una differenza fra ospiti e padroni di casa: gli atleti tedeschi sono dei subacquei principianti ma con molta esperienza in bicicletta, l’atleta meranese invece è un ottimo sub ma non un pedalatore provetto. Poco è importato: era di 6.000 metri percorsi in un'ora il precedente limite, è stato superato di 2.400 metri fissando così in 8,4 km pedalati complessivamente dai quattro il nuovo record mondiale. E si sappia, andare in bici in piscina non è cosa facile: data la maggiore resistenza dell’acqua (circa 1.000 volte più densa dell’aria) la velocità è ridottissima e il consumo di ossigeno elevato. E sempre sotto osservazione c'era dunque la scorta d’aria all’interno della bombola subacquea, anche se il regolamento consentiva di effettuare cambi bombola in immersione che però procurano notevoli perdite di tempo. Ma nessun ostacolo ha frenato la corsa al primato del team costruito sull'asse Norimberga-Merano.