GARDENA. L'ultima spruzzata di neve è caduta la notte scorsa. Poca cosa rispetto agli oltre due metri che coprono tutta la zona di passo Gardena, come gran parte delle Dolomiti. La strada, sul versante gardenese, è stata riaperta solo ieri verso mezzogiorno, dopo oltre un mese - era il 29 gennaio quando scattò il provvedimento di stop al traffico - di chiusura ininterrotta.

Resta grave il pericolo di caduta valanghe nel tratto in rettilineo che, dopo il Caffè Gerard, corre prima degli ultimi tornanti verso il valico che separa la Gardena e la Badia. La commissione valanghe, solo di recente, avrebbe dato il benestare alla riapertura. Poi è toccato al comune di Selva la decisione finale sui tempi e i metodi.

Ed intanto crescono i malumori degli esercenti dei due alberghi e del negozio che stanno registrando danni enormi alla loro attività. La chiusura della strada di passo Gardena ha sollevato anche il problema dei rifiuti che, alberghi e negozi, dovevano per forza accatastare in garage perché il servizio di sgombero, gestito dal Comune di Selva, era impossibile a causa della chiusura della strada. «Per fortuna una soluzione è stata trovata - dice Enzo Ghiringhelli, titolare dell'albergo Cir - grazie alla disponibilità della ditta di Ora che opera per conto del Comune. Uomini e mezzi una volta ogni 10 giorni salivano al passo dal versante badiota, che è libero e percorribile, caricando i rifiuti e portandoli via. Per dieci giorni comunque noi abbiamo dovuto tenerci le immondizie». La neve caduta sul passo, da Natale in poi, è superiore ai due metri. La strada è rimasta impraticabile a lungo sul versante della val Gardena.

«Ma in zona sono arrivati gli stradini del Comune di Corvara - è sempre il titolare dell'albergo Cir che parla - che la strada l'hanno ripulita come si deve sul versante badiota. Poi hanno proceduto con il loro lavoro anche sul versante gardenese tanto che fino ai primi tornanti la strada risulta praticabile. Il problema è che da Selva è arrivato l'ordine di stop: toccava a loro completare lo sgombero della neve e rendere transitabile l'arteria. Che, a distanza di oltre un mese, continuava ad essere intransitabile. Non riesco a capire i motivi di questi tempi dell'amministrazione di Selva». Mentre resta in alto mare il progetto di "proteggere" in qualche modo il tratto in rettilineo più esposto alle valanghe («perchè per la Mendola è stato rispolverato il progetto di paravalanghe nella zona delle Roccette e qui sul Gardena nulla si muove nonostante gli incontri, le proposte e le promesse?», si chiede Ghiringhelli), diventano pesanti anche i disagi economici causati dalla lunghissima chiusura del tratto di statale che da Selva porta al passo. «La stagione - aggiunge il titolare dell'albergo Cir - oramai è già bella che compromessa. Faccio soltanto un paio di esempi per chiarire come stanno le cose: alla fine di gennaio avevamo 50 prenotazioni e sono arrivati soltanto 4 ospiti; una quindicina il giorno dopo su 46 prenotati, erano soltanto 13 in hotel.

Ci siamo dati ogni giorno da fare per informare i nostri clienti che dovevano arrivare al passo Gardena facendo il giro dalla Pusteria e poi salire da Corvara. Ma non tutti hanno accettato i consigli». Disagi che riguardano anche i numerosi pendolari, fra cui numerosi studenti che dovevano frequentare le lezioni in Gardena.

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