BOLZANO. Il reddito degli altoatesini è calato (-1%) a causa della crisi, ciononostante - come evidenziato dall'indagine Istat pubblicata l'altro giorno - le disponibilità economiche sono comunque maggiori che nel resto d'Italia. Chi sta meglio sono le famiglie mistilingue. Lo studio dell'Astat su «Reddito, patrimonio e condizioni di vita delle famiglie in Alto Adige 2008-2009», presentato ieri in Provincia dal presidente Luis Durnwalder e dall'assessore Richard Theiner, traccia un quadro del tenore di vita delle famiglie altoatesine, considerando gli aspetti reddituali, le condizioni di vita, le problematiche abitative e patrimoniali. Si tratta della terza rilevazione dopo quelle del 1998 e 2003. 1.100 le famiglie campione intervistate nel 2009 a fronte dei redditi del 2008.

LE FAMIGLIE. Nel 2008 i nuclei familiari erano 200.667 e per la prima volta le famiglie senza figli (106.362) hanno superato quelle con figli (94.305). Il reddito complessivo di tutte le famiglie (senza sostegni degli enti pubblici) ammontava a 6 miliardi 708,9 milioni di euro; i sostegni pubblici per le famiglie socialmente deboli a 186,8 milioni di euro, di questi hanno beneficiato 51.175 famiglie. Nel 2008 le famiglie altoatesine hanno percepito un reddito netto pari in media a 33.433 euro con una crescita nominale rispetto alle precedenti rilevazioni, ma il valore reale a causa della crisi è in calo (-1%). Il reddito medio pro capite nel 2008 era di 15.381 euro senza sostanziali differenze fra la città e le aree rurali. «Questo - ha detto il presidente Durnwalder - è merito della politica provinciale che ha contribuito a creare posti di lavoro portando servizi primari e secondari ed abitazioni anche in periferia». Il valore medio più alto del reddito pro capite ponderato è stato rilevato nella comunità comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina (20.313 euro), quello più basso in Val Venosta (14.513 euro).

I GRUPPI LINGUISTICI. Un dato interessante: le famiglie mistilingue hanno un reddito diretto mediano più elevato, pari a 36.945 euro. Diecimila euro in più rispetto al gruppo linguistico tedesco (26.460); la differenza aumenta ulteriormente nel raffronto con il gruppo italiano (23.933). Dalla statistica emerge che i redditi più bassi sono appannaggio dei ladini: 20 mila euro. Come si spiegano queste differenze? «Innanzitutto - dice Oswald Lechner, direttore dell'Istituto di ricerca economica della Camera di commercio - col fatto che le famiglie miste in genere hanno più possibilità di trovare lavori ben retribuiti perché parlano correntemente due lingue e vivono a cavallo di due mondi e due culture. Ma c'è anche un altro aspetto: la componente tedesca del nucleo familiare in genere dimostra una più spiccata attitudine per iniziative imprenditoriali che, in linea di massima, garantisce redditi più alti rispetto al lavoro dipendente».

LE CONDIZIONI DI VITA. Per il 72,2% delle famiglie intervistate la situazione finanziaria nel 2009 è rimasta invariata rispetto all'anno precedente, mentre per il 23% è peggiorata. Un dato quest'ultimo che viene valutato positivamente dall'Astat in considerazione del fatto che l'indagine è stata effettuata a metà del 2009, ovvero nel pieno di una crisi prima finanziaria e poi economica di livello internazionale. Al di là comunque di quelle che sono le valutazioni statistiche, il 24,4% delle famiglie sostiene di avere difficoltà ad arrivare a fine mese. Esistono forti differenze a seconda del tipo di famiglia. La maggiori difficoltà le hanno quelle numerose o, all'estremo opposto, quelle con un unico genitore e figli a carico. Nel novero rientrano anche le famiglie di extracomunitari. Per quanto riguarda in particolare le famiglie numerose, il presidente Durnwalder ha annunciato che si dovrà intervenire a sostegno delle coppie con più figli per garantire loro un buono standard di vita. I DEBITI. Nel 2008 il 6,1% delle famiglie altoatesine ha fatto acquisti a rate, solo il 3,3% si è dovuta indebitare per far fronte alle spese correnti. Gli stranieri ricorrono maggiormente ai pagamenti rateali per gli acquisti rispetto agli italiani, mentre non ci sono sostanziali differenze per quanto riguarda la contrazione di debiti. La percentuale di pagamenti rateali è superiore in città (9,6%) rispetto alle zone rurali (3,8%).

I RISPARMI. Le famiglie altoatesine, sempre stando ai risultati dell'indagine dell'Astat, hanno saputo fronteggiare la crisi abbastanza bene e questo emerge anche dai dati relativi ai risparmi. A fronte di un 45,2% di famiglie che dichiara non essere riuscita a risparmiare neppure un euro nel 2008, c'è un 36,1% che ha risparmiato fino a 5 mila euro, mentre un 12,5% ha accantonato da 5 a 10 mila euro. Il 6,1% più di 10 mila.

MUTUO E AFFITTO. Il 60,2% delle famiglie è proprietario dell'abitazione in cui vive, il 7,8% ne ha l'usufrutto, il 24,7% è in affitto. Nelle tre comunità comprensoriali di Val Pusteria, Salto-Sciliar e Val Venosta la percentuale di famiglie proprietaria dell'abitazione principale è superiore al 70% mentre a Bolzano la percentuale è del 48,2. Il 16,6% delle famiglie paga mediamente 9.246 euro all'anno per il rimborso del mutuo. Un quarto di queste paga fino a 5 mila euro l'anno e un altro quarto paga importi superiori agli 11.600 euro l'anno per le rate del mutuo. Altro capitolo: l'affitto. Dalla rilevazione emerge che il 25,2% paga in media un canone mensile di 455 euro. Nonostante le spese per l'abitazione siano aumentate, il 72,1% ritiene siano un onere sopportabile, mentre per il 27,9% sono un peso notevole.

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