BOLZANO. «La nuova legge sulla democrazia diretta è di ampio respiro ed è una delle più innovative in assoluto in ambito europeo. Una vittoria del no al referendum confermativo di domenica 9 febbraio significherebbe un ritorno al passato»: ad affermarlo è stato ieri il governatore altoatesino Arno Kompatscher, che non ha risparmiato critiche al Pd, alleato di giunta. «Questa legge, tra le altre cose, tutela le minoranze e mi stupisce che una parte del Partito Democratico non lo abbia ancora capito». Per il segretario della Volkspartei Richard Theiner, la legge «va nella giusta direzione, anche se forse non riesce ad accontetare proprio tutti». «I cittadini - ha aggiunto - potranno decidere il destino di leggi e singoli progetti, come l'aeroporto o l’inceneritore e questo rappresenta un indubbio passo avanti». Il consigliere provinciale Arnold Schuler ha ricordato che non è previsto un quorum. «Sono convinto che la raccolta di firme online sarà più facile di quanto molti pensano. Solo la Svizzera ha fatto meglio di noi». Il governatore altoatesino ha dovuto ammettere invece (come anticipato nei giorni scorsi da Schuler) che, anche per questioni di bilancio, la propaganda elettorale è stata fatta non con i tradizionali manifesti «ma su internet e con i volantini, attraverso canali che ci consentono comunque di raggiungere i residenti in modo capillare». La Stella Alpina ha preferito invece non sbilanciarsi sull’affluenza alle urne: «C’è il concreto rischio che ci sia un certo astensionismo anche perché si tratta di un tema difficile da comunicare e spiegare alla gente. Ci auguriamo che ci sia la più ampia partecipazione possibile». Intanto Stephan Lausch, coordinatore di «Iniziativa per più democrazia», attacca Kompatscher perché non avrebbe rispettato la par condicio. «Doveva astenersi da ogni comunicazione. Ieri, invece, ha espresso una inequivoca e forte indicazione di voto». (max)

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