BOLZANO. Domenica 9 febbraio si vota dalle 7 alle 22 per il referendum sulla democrazia diretta. In ballo ci sono le regole per indire referendum e decidere «dal basso». Votano gli aventi diritto alle «normali consultazioni». I cittadini devono decidere se confermare o meno la legge varata dal consiglio provinciale (con i soli voti della Volkspartei) nella scorsa legislatura: legge che modifica la normativa precedente del 2005. Il quesito: "Approvate il testo della legge concernente Partecipazione civica in Alto Adige, approvata dal Consiglio provinciale il 6 giugno 2013 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 26 del 25 giugno 2013?" Si tratta di un referendum confermativo, il primo in provincia di Bolzano.

Non serve quorum. Ciò significa che il referendum sarà valido indipendentemente dal numero di partecipanti alla votazione.

Se la maggioranza dei votanti vota sì, viene confermato il testo della legge su “Partecipazione civica in Alto Adige” approvata nel 2013 dal consiglio provinciale. Se la maggioranza dei votanti vota no, viene respinto il testo della legge. Resta quindi in vigore la normativa attuale, la 11 del 2005. Sul fronte del sì solo la Svp, sul fronte del no tutti gli altri partiti, seppur con sfumature diverse. Sostengono la battaglia dei no anche i sindacati ad eccezione della Uil che ha scelto di non dare indicazioni di voto.

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