MERANO. A distanza di 24 ore dalla fumata nera in commissione affari istituzionali, l'amministrazione comunale presenta l'emendamento con il quale si intende modificare l'originale testo che varia lo statuto comunale verso una maggiore democrazia diretta e partecipativa. Nell'emendamento che nella giornata di ieri è stato inviato ai consiglieri comunali per le modifiche statutarie in tema di democrazia diretta, vengono anche apportate altre modifiche importanti. Rimane fisso al 20 per cento il minimo dei votanti necessari per la validità di un referendum, ma le firme da raccogliere per indire una consultazione popolare scendono dal 5 al 4 per cento (1.200 anziché 1.500 elettori).

Scompare però il referendum consultivo, restano solo quelli propositivo e abrogativo. Non si potranno fare referendum su progetti già banditi, si potranno indire referendum abrogativi su revisioni statutarie o regolamento del consiglio comunale.

L'emendamento tocca anche le norme sull'istruttoria pubblica, ovvero assemblea pubblica informativa su certi progetti. L'istruttoria può essere richiesta dalla giunta, da un terzo dei consiglieri comunali o da 250 cittadini su temi che riguardano il piano urbanistico e di sviluppo o su progetti, e qui sta la novità, di importo non inferiore ai 9 milioni di euro. Sotto questa cifra no.

Accesso agli atti. Ma tra le righe il Comune compie però anche un atto in tutt'altra direzione. Oltre all'articolo sui referendum popolari, la giunta Rösch coglie anche l'occasione per modificare anche l'articolo 65 sulla pubblicità degli atti amministrativi, il diritto d'informazione e il diritto d'accesso ai docuimenti. E la modifica pare prendere la fisionomia di un bavaglio alla libera consultazione e informazione, piuttosto che il contrario.

Fino a oggi l'articolo 65 del regolamento recitava che "ai cittadini, singoli e associati, è assicurato il diritto di accesso agli atti amministrativi". Nella versione contenuta nell'emendamento alla delibera inserita all'ordine del giorno del consiglio comunale del 21 dicembre il testo si trasforma nel seguente: "Il Comune garantisce a chiunque abbia un interesse personale, concreto, attuale e diretto, per la tutela di situazioni giuridiche, accesso ai documenti amministrativi".

E chi non ha un interesse diretto? Da una prima impressione pare proprio che anziché una iniziativa, quella della modifica statutaria dell'articolo 65, in direzione della trasparenza, così come impostata sia una limitazione a un diritto di accesso e informazione sugli atti pubblici emanati dal Comune. Parliamo ad esempio di una concessione edilizia.

Con la nuova formulazione, l'atto potrà essere consultato solo da un vicino, da una persona che intende fare causa contro quella decisione e non da qualsiasi cittadino. E' questa la trasparenza che intendono i Verdi e il sindaco Paul Rösch? (rog)

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