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BRESSANONE. Il comitato civico ProAltVor dovrà aspettare ancora qualche settimana per sapere se potrà iniziare a raccogliere le 1.400 firme necessarie per promuovere un proprio referendum con il quesito «sì o no al sorvolo della valle», in relazione all’ipotetico progetto di funivia fra la città e la Plose. La commissione comunale per il referendum, infatti, si è riunita mercoledì sera per discutere l'ammissibilità o meno del quesito proposto dal comitato, seconda riunione in un mese e mezzo, e ancora una volta non ha deciso, rinviando la questione a un terzo incontro che dovrà tenersi entro 60 giorni dalla presentazione del quesito, quindi entro fine maggio.
Le motivazioni del secondo rinvio? Non sono note. Il segretario generale Josef Fischnaller dichiara che il lavoro della commissione «è segreto» e che «solo quando la decisione sarà resa nota saranno chiarite le motivazioni del sì o del no».
Il sindaco Albert Pürgstaller, invece, qualche ipotesi la fa, ritenendo possibile che la commissione abbia rinviato la decisione una seconda volta per poter trovare una motivazione giusta, sì o no che sia, che poi non possa essere criticata e sottoposta a ricorsi.
«La commissione non ha ancora deciso nulla, ha rinviato la discussione alla fine di maggio, ma ritengo che le cose per il comitato non cambino molto - spiega il sindaco -. Nel caso di un sì, le firme potranno raccoglierle fino a fine luglio, continuare dopo la fine di novembre e l'unico ostacolo sarà che il referendum si potrebbe tenere non più in febbraio ma nel maggio del 2014».
Di diverso avviso i promotori del referendum.
«Non riusciamo a capire questo secondo rinvio - dichiara il membro del comitato civico, Bruno Rosso -, possibile che su tre membri, almeno due non si trovino d'accordo sul sì o sul no? Il nostro quesito è di una semplicità estrema... Possibile che debbano prendersi tanto tempo per dire sì o no? Spero che la cosa non sia voluta, visto che i due quesiti proposti dalla giunta a suo tempo furono analizzati subito e la decisione fu immediata. Pensare che abbiano bisogno di tre incontri per trovare delle motivazioni è strano. In ogni caso attendiamo la decisione slittata a fine maggio, sperando poi di riuscire a indire il referendum. Non vorremmo che alla fine questi rinvii facciano saltare tutto, visto che nel 2014 ci saranno le elezioni europee e magari, vista la situazione a Roma, anche le politiche...».
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