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Dodici incontri pubblici, circa tremila partecipanti, 601 verbali: la segreteria del Sinodo diocesano ha fatto il bilancio del lavoro fin qui svolto e ne ha riassunto i contenuti in un lungo documento di 70 pagine, disponibile sul sito web del sinodo. In esso i punti principali di tutti i verbali sono stati riassunti e ordinati per categorie. Il risultato è uno spaccato delle preoccupazioni e delle aspettative della popolazione e dei fedeli dell'Alto Adige. Al primo posto ci sono le questioni strutturali (il 30%, per area tematica).
Vengono cioè presi in considerazione tutti quei temi, come la suddivisione dei ruoli e l'organizzazione nei vari campi che interessano la vita della Chiesa. Un'attenzione particolare è rivolta ai compiti che dovranno essere assunti in futuro dai laici e dai sacerdoti nelle parrocchie e nelle unità pastorali. A seguire, al secondo posto, si trova il campo della liturgia e dei sacramenti (26%) con, in cima alla lista dei desideri della popolazione la richiesta di organizzare la vita liturgica in base alle esigenze contemporanee e di giungere ad una più intensa collaborazione con i laici. Tra i temi particolari, spiccano al primo posto le preoccupazioni relative alla famiglia (16% dei verbali) con la necessità di rafforzare la famiglia quale luogo dove nasce la fede e, in quanto tale, di accompagnarla lungo il suo cammino di fede. In questo ambito trova ampio consenso la richiesta di ammettere alla comunione anche i divorziati risposati.
Appesi, nel cortile della Curia, tutti i verbali con le richieste dei fedeli, che il vescovo Ivo Muser ha poi osservato con una lente di ingrandimento.


