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Bolzano. Per il momento le imputazioni in ballo sono due:oltraggio a corpo giudiziario o diffamazione. al centro del procedimento penale (che potrebbe anche concludersi con un’archiviazione così come chiesto dalla procura) c’è renate holzeisen combattiva avvocatessa impegnata anche in politica (è stata candidata della lista verde alle ultime elezioni europee) che in occasione di un contenzioso avviato davanti al tar ha espresso un parere (sulla terzietà effettiva dei giudici) considerato offensivo e denigratorio nei confronti del tribunale di giustizia amministrativa nel suo insieme. nel ricorso avviato davanti al tar l’avvocatessa holzeisen difendeva le istanze della dottoressa alessia di gregorio che riteneva di aver subìto un torto per non aver ottenuto la nomina a procuratrice contabile dopo il trasferimento a napoli del dottor schülmers. come noto la scelta cadde su daniela morgante che ottenne la nomina a bolzano dopo un periodo trascorso a roma in qualità di assessore al bilancio nella giunta marino. all’epoca il tar di bolzano negò la propria competenza inviando gli atti al tar del lazio. successivamente i giudici bolzanini furono però costretti ad occuparsi del caso perchè il consiglio di stato riconobbero la competenza bolzano. secondo l’avvocatessa holzeisen si sarebbe trattato di un espediente per differire la decisione sul ricorso. una frase inserita in una memoria scritta dell’avvocatessa (indispettita per altri due rinvii) ha provocato la reazione dei giudici del tar. nella memoria l’avvocatessa holzeisen scrisse: «il differimento disposto dal tribunale adito , come peraltro il comportamento processuale precedente - teso a non riconoscere la competenza rispetto alla questione oggetto di causa per differirne la decisione - è senza dubbio tale da evidenziare l’intendimento palese del tribunale adito di favorire la contro interessata (la procuratrice morgante, ndr) in spregio di tutte le norme processuali , del principio di giusto processo e del principio di diritto ad un tribunale indipendente ed imparziale...» il tribunale di giustizia amministrativa, nel suo insieme come corpo giudiziario, decise di reagire inviando un esposto alla procura penale lamentando il reato di oltraggio a corpo giudiziario. la procura però avviò il procedimento modificando l’ipotesi di reato in diffamazione depositando poi istanza di archiviazione ritenendo che la frase incriminata non superasse i limiti del diritto di critica. il fascicolo è ora sul tavolo del giudice walter pelino il quale ieri ha convocato le parti soprattutto per chiarire la discrepanza tra l’esposto depositato per oltraggio a corpo giudiziario ed il procedimento relativo avviato per diffamazione. nell’udienza di ieri si è costituita anche l’avvocatura dello stato a sostegno delle tesi dei magistrati del tar mentre la dottoressa holzeisen è stata assistita dall’avvocato beniamino migliucci il quale ha fatto riferimento al diritto di critica e diritto di difesa che sono costituzionalmente protetti, come più volte ribadito anche dalla corte di cassazione che, secondO principi liberali e democratici, ha inteso sempre di più allargare il diritto di critica soprattutto quando è connesso al diritto di difesa. «quanto più viene compresso il diritto di critica tanto più si restringono gli spazi di democrazia» ha ricordato in aula l’avvocato migliucci. il giudice pelino si è riservato la decisione.


