BOLZANO. Il Pd mette il punto sulle candidature. Via libera del segretario Matteo Renzi alla candidatura di Maria Elena Boschi (collegio della Camera Bolzano-Bassa Atesina) e di Gianclaudio Bressa (collegio Senato Bolzano-Bassa Atesina). Nessun colpo di scena sull’Alto Adige è uscito dalla drammatica seduta della direzione nazionale del Pd, durata fino alle 4 di ieri mattina, con lo strappo della minoranza. E ieri sera Renzi in una conferenza ha difeso così la scelta di candidare Maria Elena Boschi a Bolzano (e in altri listini proporzionali) e non nella sua Toscana: «Con la Svp c’è un accordo “storico”. Abbiamo scelto di candidare Bressa, come tradizione..., e Maria Elena Boschi, che in questi anni più hanno lavorato sull’autonomia». Dopo l’appuntamento saltato venerdì, Maria Elena Boschi e Bressa dovrebbero essere domani a Bolzano. Dopo l’annuncio di Roma, si è riunita la Parteileitung della Svp, cui spettava il passaggio formale di accettazione della candidatura di Bressa e Boschi. I nomi sono stati approvati quasi all’unanimità (1 no, 1 astensione). Pesa però la stoccata dell’ex Obmann Siegfried Brugger, che il giorno prima aveva esternato contro la Svp che lancia il paracadute a Boschi («ancora nel 2014 aveva chiesto l’abolizione delle autonomie speciali»). Sulla candidata lontana dalla Toscana continua a esternare il M5S. Così Luigi Di Maio: «Nelle nostre liste si candidano persone residenti dove si presentano. Non avremo casi come la Boschi a Bolzano o Padoan, che lo mandano a Siena». Replicando al M5S, l’Obmann Philipp Achammer risponde implicitamente anche a Brugger e agli altri critici interni, come Oskar Peterlini: «A noi interessa la difesa dell’autonomia. Contano i fatti, non le parole. Dalla clausola di salvaguardia nella riforma costituzionale alle tante norme di attuazione, Maria Elena Boschi ha dimostrato di essere vicina all’autonomia. Sarebbe stato incomprensibile per noi negare il sostegno alla sua candidatura. Quanto a Bressa, abbiamo già spiegato quanto consideriamo importante la sua rielezione». Achammer si smarca dalle polemiche sui paracadutati: «Candidato locale o non locale, questo è un tema che riguarda il Pd. Come detto, per noi il punto è il rispetto della specialità. Spetterà ai due candidati convincere gli elettori con un programma autonomistico». Sfida il M5S anche il deputato uscente Daniel Alfreider: «Noi siamo abituati a una campagna su temi e azioni politiche concrete. No alla macchina del fango». Alessandro Huber (segretario del Pd) prova a chiudere le polemiche: «Vedo la probabile rielezione di Boschi e Bressa come una opportunità di avere due big che ci rappresentino. A Maria Elena Boschi abbiamo chiesto di tenere un filo con noi da Roma». Così Massimo Bessone (Lega): «Da avversario mi compiaccio con il Pd per la scelta, che ha dimostrato la sua inconsistenza a livello locale».

GLI ALTRI CANDIDATI. Definito il listino proporzionale del Pd: Elisa Filippi, Mauro De Pascalis, Aneta Ngucaj e Adalberto Mosaner. Nel collegio plurinominale del Senato: Silvano Baratta. E poi Renate Prader (Senato Bressanone), Mario Cappelletti (Camera Bressanone), Giorgio Balzarini (Camera Merano, per Civica popolare) e Petra Agnelli (Senato Merano). La lista Svp-Patt: Manfred Schullian, Emanuela Rossini, Florian Mussner, Angelika Wiedmer.

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