BOLZANO. Trenta milioni di euro. Più o meno questa la stima fatta da Eros Magnago, segretario generale della Provincia, su quelle che potrebbero essere le prime ricadute sul bilancio provinciale della legge di stabilità approvata a metà settimana dal governo Renzi.

«L’iter è tutt’altro che concluso - mette le mani avanti l’alto dirigente -: il testo della legge deve andare ancora in Parlamento dove potrebbe subire anche profonde trasformazioni, ma se restasse così calcolo che dal prossimo anno perderemo una trentina di milioni in seguito alla riduzione dell’Ires (imposta sul reddito delle società) che passa dal 27,5% al 24. Attualmente per quest’imposta incassiamo circa 300 milioni l’anno».

A fronte di quest’ulteriore riduzione della pressione fiscale, Magnago si aspetta dagli imprenditori importanti investimenti, per sostenere la ripresa dell’economia che è già in atto ma è ancora debole.

«Tra gli incentivi alle imprese, il governo ha annunciato anche l’introduzione di una deduzione dalle tasse per gli acquisti di macchinari effettuati tra l’ottobre del 2015 e la fine del 2016. Le aziende che investono nelle nuove strumentazioni potranno ammortizzare il 140% del valore. Questo si aggiunge alla riduzione dell’Irap, concessa già lo scorso anno, che vale circa 70-80 milioni per le nostre aziende. Adesso tocca agli imprenditori fare la loro parte».

I contadini. Tra le novità della legge di stabilità anche l’esenzione dell’Irap per gli agricoltori. Il segretario della Provincia ha calcolato che lo “sconto” vale circa 5 milioni di euro. «Ma questo non peserà sul bilancio provinciale, in quanto la somma verrà compensata dall’aumento delle imposte sui giochi».

Bonus. “Scampato” pericolo per quanto riguarda il bonus di 80 euro per le fasce meno abbienti. C’era il rischio che il governo nella legge finanziaria trasformasse il bonus da prestazione sociale, dunque spesa per lo Stato, in detrazione fiscale.

«Questo - spiega Magnago - avrebbe comportato per noi una perdita di gettito, quantificata in circa 80 milioni di euro. Ma, in base al testo uscito dal consiglio dei ministri, il bonus non diventa detrazione fiscale. Speriamo che non ci siano delle modifiche nell’ambito della discussione in Parlamento».

Il patto di garanzia. Alle Regioni ordinarie il governo chiede un contributo di un milione e 800 mila euro per il 2016, cifra destinata a raddoppiare nel 2017.

«Noi siamo esclusi dalle richieste di ulteriori contributi - commenta Magnago - e questo conferma ancora una volta quanto sia stato importante firmare lo scorso anno il Patto di garanzia che ci mette al riparo da nuove richieste di partecipazione al risanamento del debito pubblico. Abbiamo pianificato fino al 2018 e oltre: sappiamo perfettamente quanto dobbiamo versare nelle casse dello Stato e questo ci consente di poter programmare spese e investimenti senza la spada di Damocle di nuove richieste da parte di Roma».(a.m)