PHOTO
BOLZANO. Matteo Renzi tornerà in Alto Adige. È atteso in febbraio. Il presidente del Consiglio ha intenzione di prendersi alcuni giorni di vacanza in montagna. Improbabile che possa arrivare in gennaio, perché il mese si annuncia politicamente pieno, tra le annunciate dimissioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la discussione in aula della legge elettorale. Sarebbe la seconda visita in meno di un anno. Il 5 luglio Renzi fu ospite a Castel Presule del vertice con il cancelliere austriaco Werner Faymann e il presidente provinciale Arno Kompatscher. In quella occasione vennero gettate le basi dell’accordo che ha portato alla ratifica del patto di garanzia nella legge di stabilità, con comunicazione scritta a Faymann stesso.
Il soggiorno altoatesino di Renzi non sarà solo dedicato allo sci. La sua visita in Alto Adige servirà per fare il punto sui rapporti Bolzano-Roma. Lo conferma il senatore Karl Zeller, reduce dalla maratona romana per l’approvazione della legge di stabilità, che ha fissato i nuovi principi del contributo di Bolzano e Trento al risanamento delle finanze statali. «In quelle giornate assurde mi sono sentito più volte con Renzi», racconta Zeller, presidente del Gruppo per le autonomie, «In più occasioni il patto di garanzia è stato messo a rischio dal tentativo degli uffici della Ragioneria dello Stato di modificare quanto era stato fissato nell’accordo politico. Se non fosse stato per Renzi, per il ministro Boschi e i sottosegretari Delrio e Bressa non ne saremmo usciti. Votata la legge, Renzi mi ha detto che sarebbe opportuno organizzare un incontro con il presidente Kompatscher e l’Obmann della Svp Philipp Achammer per fare il punto sull’applicazione dell’accordo, quanto è stato fatto e quanto andrà messo in cantiere per il 2015». Zeller dava per scontato che sarebbe stato fissato un appuntamento a Roma, ma è stato il premier a proporre l’Alto Adige. «Renzi scia e vuole venire in montagna qualche giorno», racconta Zeller, «l’incontro si terrà a Bolzano o nella località in cui soggiornerà». Con Renzi, assicura, «c’è un feeling notevole, che si è rafforzato in queste settimane. Il Gruppo per le autonomie è salito a 16 senatori, abbiamo superato la Lega. Il nostro gruppo è stato compatto in aula anche nell’ultima nottata della votazione alla legge di stabilità, quando abbiamo terminato alle 8 di mattina. Il Nuovo centrodestra non ha avuto la stessa resistenza... Renzi ha dimostrato di essere di parola e noi a nostra volta ci presentiamo come un gruppo affidabile. Da qui il feeling con il premier».
La comunicazione di Renzi a Faymann è arrivata a destinazione e il cancelliere austriaco sta a sua volta preparando la risposta. Zeller rivendica la strategia: «L’accordo con il Pd, firmato con Bersani e fatto proprio da Renzi, sta funzionando e lo si è visto con la ratifica nella legge di stabilità del nostro accordo finanziario. Come detto, fino all’ultimo c’è stato il rischio che i tecnici ribaltassero l’accordo politico. Con il senatore trentino Vittorio Fravezzi abbiamo vigilato fino all’ultimo. E quando sembrava che fossero stati risolti i problemi ci siamo accorti che nel testo della legge mancava una pagina del nostro accordo. Un errore? Non credo più alle coincidenze. Ho dovuto minacciare di non votare la legge di stabilità perché il testo arrivasse corretto in aula». (fr.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA


