BOLZANO. È finito il tempo del fair play. A due giorni dalle primarie Sandro Repetto e Renzo Caramaschi fissano la trincea. Ad esempio su Benko: il primo voterà si al referendum, il secondo no. Tutto questo, naturalmente, avviene in funzione delle alleanze, interne ed esterne al Pd. A questo proposito Repetto, ieri, ha rotto gli indugi: «Leggo che Margheri e Gallo da una parte e Roberto Bizzo dall'altra stanno chiaramente appoggiando Caramaschi. Liberi di farlo. Rilevo solo che il no a Benko si attaglia al no della sinistra. Mentre Bizzo è finora l'unico leader storico del nostro partito che sia sceso in campo per far votare uno dei candidati alle primarie». Vuol dire che il consigliere provinciale muoverà i suoi nel partito, da Randi alla Franch? «Io non traggo conseguenze. Riporto solo un dato di fatto. Una corrente del Pd sta col mio avversario in modo esplicito». A sua volta, Caramaschi, allarga i paletti del suo ambito di preferenze: «Domani vedrò amici e no al bar Piacenza. E di tutte le aree». Ma è un luogo privilegiato dalla sinistra... «E che c'entra. È nei quartieri. Dove Bolzano ha tanti problemi. E, per sgombrare il campo, ho chiesto di venirmi a trovare anche a Salghetti e all'avvocato Pasquali, ad esempio». Insomma, le ultime ore saranno vorticose. Ma mentre Bizzo chiede di votare per Caramaschi, gli altri vertici del Pd non si schierano. Dice Carlo Costa: «Tutti e quattro i candidati sono buoni. Ognuno per il suo verso. Saranno belle primarie». Ma c'è un no e un sì a Benko tra i due più accreditati. Il partito dove sta? «Deciderà l'assemblea lunedì. E quella sarà la linea. Lo farà sul Pru, sull'aeroporto, l'inceneritore e tutto il resto». Ma lei, Costa, è favorevole alla riqualificazione di via Alto Adige? «Io sì. l'ho sempre detto. La collaborazione pubblico-privati è e sarà fondamentale. Ma siamo un grande partito. E i grandi partiti possono avere idee articolate su singole questioni. E, ripeto, Benko è una singola questione. Poi ci sono l'Areale, l'aeroporto, le infrastrutture, la sicurezza. Detto di Benko, Bolzano non si può fermare a Benko». Poi c'è Elena Artioli. Bruciata dal caso primarie, dopo il no dei "saggi" alla sua partecipazione, medita rivincite. «Ho già una lista con 45 candidati. La lista Artioli sindaca. Ero disposta a mettermi a disposizione del Pd per concorrere all'elezione del nuovo sindaco. Ora non lo sono più. Ci vedremo al ballottaggio...». Insomma, guerra (ancora) aperta anche se Carlo Costa lancia segnali di pacificazione. (p.c.)