BOLZANO. Terremoto in casa Pd. La Cassazione ha dichiarato l’ineleggibilità di Barbara Repetto, per la sua presenza - all’epoca delle elezioni nell’ottobre 2008 - nel cda del Bls, ente a capitale pubblico provinciale. L’assessore al bilancio decade da consigliere provinciale ed al suo posto subentra Roberto Bizzo destinato ed entrare anche in giunta. Quest’ultimo, primo dei non eletti, ha vinto il ricorso decisivo.
 Nelle prime dichiarazioni Repetto si scaglia contro il Pd, definito «un mondo fatto di bruttissima gente», mentre Bizzo si mette a disposizione del suo partito «nel caso voglia indicarmi per un posto in giunta». Impossibile la chiamata esterna per l’attuale assessore provinciale alle finanze, data la necessità del consenso dei due terzi del consiglio. Durnwalder non vuole rimettere in discussione il patto di maggioranza tra Svp e Pd ed è pronto ad accogliere Bizzo a Palazzo Widmann.
 Si chiude così - aprendo nuovi scenari politici - una battaglia iniziata all’indomani delle elezioni del 26 ottobre 2008, quando il Partito democratico si trovò con due eletti: il capolista Christian Tommasini e Barbara Repetto. Mentre per il primo - allora segretario del partito - l’elezione era pressoché scontata, per la seconda, fino a quel momento direttrice di ripartizione e di dipartimento nell’amministrazione provinciale, il risultato fu il frutto di un’ottima campagna elettorale portata avanti da una outsider della politica che si incuneò negli attriti tra le componenti cattoliche del Pd. Primo dei non eletti, per soli 58 voti di scarto, risultò Roberto Bizzo. Passate le elezioni provinciali di 2 anni l’ex segretario di Dc e Margherita inizia una serie di ricorsi, convinto di avere la legge dalla sua parte. Un primo - legato al ruolo di funzionaria provinciale della Repetto in campagna elettorale - va a vuoto. Ma lo scorso anno si apre un nuovo filone legato alla presenza quale membro (seppur autosospeso) di Barbara Repetto nel cda del Bls. Il Business location Südtirol-Alto Adige è una società a capitale pubblico della Provincia. Per il ricorrente, questa sarebbe motivo di ineleggibilità.
 Il 3 aprile 2009 il tribunale di Bolzano in composizione collegiale (presidente Heinrich Zanon) respinge il primo ricorso di Bizzo nella causa legata al Bls. Il primo dei non eletti del Pd sceglie tra i suoi avvocati il trentino Paolo Rosa che ne tutelerà gli interessi fino in Cassazione. In prima istanza è la stessa Procura a chiedere il rigetto del ricorso, perché «non c’è mai stato alcun pericolo reale di alterazione della regola democratica riguardante la par condicio tra i candidati». Si va all’appello. È il 16 giugno dello scorso anno. In questo caso l’istanza di Bizzo viene appoggiata dalla Procura generale, ma non basta. La Corte d’appello (presidente Renzo Pacher) respinge anche il secondo assalto legale relativo alla posizizione di Barbara Repetto nel cda della società a capitale pubblico. Pure in questo caso i giudici dispongono la compensazione delle spese tra la parti, forse a dimostrazione della discrezionalità che caratterizza la materia legata alla legge elettorale. In entrambe le occasioni però l’avvocato Rosa si fa forte di una precedente sentenza a sezioni riunite della Cassazione per un caso analogo. Nel dicembre scorso la causa approda alla suprema Corte. Ieri la sentenza è diventata di dominio pubblico. La Cassazione accoglie il ricorso, «accerta l’ineleggibilità di Barbara Repetto alla carica di consigliere provinciale di Bolzano e la dichiara per tanto decaduta da tale incarico». Inoltre «proclama eletto in sua vece Roberto Bizzo». Soddisfatto l’avvocato Rosa. «A Bolzano avevo dovuto giocare fuori casa, a Roma eravamo in campo neutro», così il legale. Non ci sarà alcuna rivalsa per il danno subito dal suo assistito. «La legge non lo prevede, Bizzo inizierà a prendere l’indennità quando sarà proclamato eletto in consiglio provinciale, mentre sono tutti validi gli atti compiuti da Repetto nell’esercizio dellle funzioni da assessore», ancora l’avvocato Rosa.
 Si chiude così il percorso giudiziario con Repetto che dovrà lasciare il posto di consigliere e quello di assessore provinciale. Il tutto se la sentenza verrà tempestivamente comunicata al consiglio provinciale, potrebbe già avvenire nel febbraio prossimo. Dal 2 al 5 è prevista una sessione, dove occorre formalizzare il subentro di Bizzo. Quest’ultimo lascerà il suo posto di consigliere comunale a Bolzano. Il primo dei non eletti nella lista della Margherita (era il 2005) risulta essere Gaetano Guerriero, direttore regionale dell’Inps. «Per ora non decido se entrare in consiglio comunale, vediamo i tempi di tutti questi passaggi», dice Guerriero. Nel caso rifiutasse l’incarico, a seguire ci sarebbe Paolo Berlanda. A questo punto si aprono nuove prospettive politiche sia nel centrosinistra che nel centro degli schieramenti politici