EGNA. Di questi tempi per gli amministratori comunali far quadrare i conti è davvero un'impresa. Calano le entrate ma è difficile far scendere, in proporzione, le uscite comprimendo sempre più la voce degli investimenti. Che, poi, è anche quella più spendibile in sede di campagna elettorale.

Anche in quest'ottica si spiega la delibera aprrovata questa settimana dalla giunta guidata da Horst Pichler, che dopo aver provveduto ad inviare "numerosi solleciti" alle famiglie interessate ha deciso di provvedere alla riscossione coattiva delle rette della scuola materna non pagata. Le famiglie interessate per il momento sono tre e a giorni riceveranno l'avviso o la chiamata di uno degli agenti di Equitalia che - come noto - vanno davvero poco per il sottile. Egna, alcuni anni fa, era stata costretta ad adottare un analogo giro di vite anche per le multe del l'autovelox che molti non pagavano soprattutto per principio ricorrendo poi al Tar o al giudice di pace.

Sulla spinosa questione delle rette non riscosse bisogna ora capire se la giunta comunale intenda o meno far frequentare ancora l'asilo ai bambini i cui genitori si sono rifiutati per oltre un anno di onorare il debito contratto con il Comune. La privacy non consente di saperlo, ma potrebbe trattarsi anche di ragazzini che hanno finito il loro ciclo alla scuola per l'infanzia e sono già alla scuola elementare. E questo potrebbe aver illuso le rispettive famiglie a sperare nella clemenza del Comune. La giunta, invece, preso atto delle elevate spese fisse per il personale dell'asilo, refezione e cuoche in particolare, ha deciso di procedere subito all'incasso. Poco importa se si tratta di rette che, complessivamente, sfiorano solamente i cinquecento euro. I tempi delle vacche grasse sono davvero finiti anche in Alto Adige.

Anche in Bassa Atesina le "riscossioni forzose" più che l'eccezione iniziano ad essere la regola.

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