PHOTO
BOLZANO. Avrebbe approfittato del proprio potere per tentare di ottenere il risarcimento di un presunto danno provocatogli da un automobilista della val Passiria. Dopo essere stato trasferito dall'Arma in Piemonte, però, ieri un sottufficiale dei Carabinieri ha rimediato anche una condanna penale ad un anno e mezzo di reclusione per concussione.
E' la disavventura del maresciallo Pier Paolo Masciullo che è stato riconosciuto colpevole di concussione. Il sottufficiale non ha incassato la cifra che aveva chiesto alla sua vittima ma aveva ottenuto la promessa di ottenere i soldi. Quanto basta per configurare il reato.
La vicenda è stata ricostruita nel dettaglio davanti al giudice delle indagini preliminari Silvia Monaco con rito abbreviato. Nonostante la riduzione di pena prevista per il rito, la condanna non è stata lieve. Al maresciallo, infatti, il giudice ha inflitto un anno e mezzo di reclusione. Grazie alla sospensione condizionale non dovrà essere scontata ma il carabiniere rischia a questo punto gravi ripercussioni disciplinari interne all'Arma.
I fatti contestati sarebbero avvenuti nell'estate di due anni fa. Il carabiniere in questione, in servizio presso la caserma di Moso in Passiria, avrebbe minacciato un automobilista, Thomas Pflug, al fine di farsi consegnare una somma di 800 euro (in seguito ridotta a 400) per evitare di essere contravvenzionato per un sorpasso in curva. In effetti il carabiniere aveva a suo dire individuato in Thomas Pflug l'automobilista che qualche mese prima lo aveva costretto a sbattere con un cerchione della propria auto contro un cippo stradale per evitare una collisione con l'auto dello stesso Pflug impegnata in un sorpasso azzardato in curva.
L'automobilista, che non ha mai ammesso l'episodio, si vide chiedere i soldi per evitare di essere contravvenzionato con ritiro della patente di guida per un anno e una sanzione amministrativa di 1000 euro. Per evitare guai Thomas Pflug in un primo tempo promise di pagare 400 euro poi denunciò il ricatto di cui era vittima. (ma.be.)
E' la disavventura del maresciallo Pier Paolo Masciullo che è stato riconosciuto colpevole di concussione. Il sottufficiale non ha incassato la cifra che aveva chiesto alla sua vittima ma aveva ottenuto la promessa di ottenere i soldi. Quanto basta per configurare il reato.
La vicenda è stata ricostruita nel dettaglio davanti al giudice delle indagini preliminari Silvia Monaco con rito abbreviato. Nonostante la riduzione di pena prevista per il rito, la condanna non è stata lieve. Al maresciallo, infatti, il giudice ha inflitto un anno e mezzo di reclusione. Grazie alla sospensione condizionale non dovrà essere scontata ma il carabiniere rischia a questo punto gravi ripercussioni disciplinari interne all'Arma.
I fatti contestati sarebbero avvenuti nell'estate di due anni fa. Il carabiniere in questione, in servizio presso la caserma di Moso in Passiria, avrebbe minacciato un automobilista, Thomas Pflug, al fine di farsi consegnare una somma di 800 euro (in seguito ridotta a 400) per evitare di essere contravvenzionato per un sorpasso in curva. In effetti il carabiniere aveva a suo dire individuato in Thomas Pflug l'automobilista che qualche mese prima lo aveva costretto a sbattere con un cerchione della propria auto contro un cippo stradale per evitare una collisione con l'auto dello stesso Pflug impegnata in un sorpasso azzardato in curva.
L'automobilista, che non ha mai ammesso l'episodio, si vide chiedere i soldi per evitare di essere contravvenzionato con ritiro della patente di guida per un anno e una sanzione amministrativa di 1000 euro. Per evitare guai Thomas Pflug in un primo tempo promise di pagare 400 euro poi denunciò il ricatto di cui era vittima. (ma.be.)


