Dopo le polemiche sorte a causa della limitazione della distribuzione dei ricettari rossi l’Asl ribadisce che non ci saranno ricadute sulla popolazione. L’introduzione della ricetta elettronica è un processo previsto dalla legge ma l’Asl non nega ricette rosse ai medici di famiglia, ne ha solo diminuito il numero.

«La metà dei medici esegue più del 90% delle prescrizioni in forma elettronica ma non si può negare che ci siano tutt’ora medici che, pur essendo collegati, usano il sistema digitale col contagocce. E non va visto che l’Alto Adige è fanalino di coda rispetto al resto d’Italia. Ci ha superato anche la Calabria mentre il Trentino vanta una prescrizione digitale dei farmaci al di sopra dei 90%». Nonostante tutto l’Asl precisa che se un medico non dovesse avere ricette rosse (per cui di carta) a sufficienza basta che inoltri una mail con l’indicazione del motivo all’indirizzo di posta elettronica della ripartizione prestazioni del proprio comprensorio di competenza. E le otterrà. L’Asl ringrazia i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta per l’ impegno. Soprattutto i pediatri che prescrivono in digitale quasi la totalità dei farmaci.