BOLZANO. Dal 4 aprile la Provincia di Bolzano – in clamoroso ritardo nell’introduzione della ricetta elettronica, attivata con largo anticipo in molte altre Regioni italiane – per fare fronte all’emergenza dovrà ricorrere alla ricetta verde. A spiegarne i motivi sono stati ieri il direttore generale dell’Asl Thomas Schael, il direttore del dipartimento sanità Michael Mayr, il responsabile del progetto per la prescrizione digitale (iniziato tre anni fa) Johannes Ortler e Martin Matscher, direttore della ripartizione prestazioni dell’Azienda sanitaria. «Visto che la tipografia dello Stato a Foggia non è stata in grado di fornirci in tempo utile i ricettari (di colore rosso) che avevamo ordinato lo scorso autunno è stato necessario – in attesa dell'entrata a regime della ricetta digitale (tra maggio e agosto di quest'anno ndr) – stampare in fretta e furia 500 mila ricette di colore verde in una tipografia di Lana, che ringraziamo per la buona collaborazione». In questo modo, ovviamente, diventeremo un caso più unico che raro in Italia, dove la ricetta digitale è stata introdotta da tempo. Dal primo marzo, infatti, quasi ovunque le ricette rosse sono andate in pensione per cedere il passo a tablet e pc. In Alto Adige, come è stato ribadito ieri, ci sono stati problemi di vario genere. La ricetta digitale sarà introdotta dal primo maggio nei comprensori di Bressanone e Brunico e dal primo giugno nei comprensori di Merano e Bolzano. Sempre dal primo giugno è prevista la connessione con le farmacie, mentre le prescrizioni dei medici di medicina generale e dei pediatri scatterà solo dal primo agosto.

L’Asl aveva ordinato a settembre 79.600 ricettari da 100 ricette (rosse) l’uno, che avrebbero dovuto essere consegnati il 2 febbraio scorso. Preso atto dei ritardi si è dovuto optare per il ricettario verde, che sarà utilizzabile solo per le prescrizioni a favore dei residenti in Alto Adige iscritti al Servizio sanitario provinciale. Le prestazioni per i «non residenti» dovranno essere fatte usando carta intestata bianca, in modo che queste ultime possano essere trascritte su una ricetta del Servizio sanitario nazionale. L’utilizzo del ricettario provinciale per la prescrizione di prestazioni specialistiche e medicinali è limitato a 3 mesi per i medici prescrittori e a 6 mesi per i cittadini per usufruire della prestazione. Il timore è che la presenza di ricette di due colori diversi possa creare confusione tra i pazienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA