BOLZANO. La recente sentenza della Corte di giustizia europea sulla vicenda dei sussidi casa non riconosciuti ad alcuni extracomunitari che ne avevano fatto richiesta in Alto Adige, rischia di avere conseguenze dirompenti sotto il profilo politico in provincia di Bolzano. In sostanza potrebbe essere messo in discussione anche l’attuale sistema di suddivisione delle risorse per interventi di carattere sociale. Lo ha sottolineato ieri, in un rapido commento, l’ex giudice del lavoro (oggi sostituto procuratore) Puccetti, autore della prima sentenza bolzanina (nell’ambito di un procedimento d’urgenza) che ora ha trovato conferma anche a livello comunitario. Cosa potrà accadere a questo punto? La Provincia ha già annunciato di voler eliminare i sussidi casa ma nel frattempo rischia di dover pagare quanto non riconosciuto ai ricorrenti. L’amministrazione altoatesina ha già inoltrato reclamo. La nuova tappa processuale è ancora pendente. Sarà un collegio (e non più un giudice monocratico) ad occuparsi del caso che potrebbe anche finire al vaglio della Corte Costituzionale. L’articolo 15, comma secondo prevede che la provincia di Bolzano decida gli stanziamenti di carattere assistenziale sulla base della consistenza di ogni gruppo linguistico e in riferimento all’entità del bisogno. Un principio che potrebbe essere considerato fondamentale a tutela delle minoranze linguistiche e quindi prevalente anche rispetto alla normativa europea. (ma.be.)

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