BRESSANONE. Una vicenda che ha davvero dell’incredibile e che vede al centro un noto cittadino brissinese, costretto a vivere in albergo nonostante sia usufruttuario di «Villa Dander» in cui è nato e dove ha trascorso la maggiora parte della sua vita. La sua casa infatti, è occupata da una famiglia di stranieri che, nonostante il contratto d’affitto per una parte dell’immobile, sia oramai scaduto da tempo, non ne vuole sapere di andarsene di casa.

Al contrario, la famiglia si è anche impossessata dell’intero caseggiato, cambiando le serrature e lasciando così fuori casa il suo proprietario. Stiamo parlando di Alexander Dander, l’ex avvocato brissinese condannato a 17 anni per l’omicidio di un edicolante di Bressanone negli anni Novanta. Ma lui si è sempre dichiarato innocente. Dopo aver scontato la sua condanna, ora si trova nuovamente in difficoltà dopo aver accettato di affittare ad una donna di origine serba. Stiamo parlando di A.E. di 41 anni, salita agli onori delle cronache per essere stata arrestata nel 2011 dopo aver messo a segno sedici furti all’interno dell’ospedale di Bressanone dove lavorava come addetta alle pulizie.

Ieri mattina, il consigliere comunale della Lega, Massimo Bessone, assieme al militante Rosario Risitano, hanno reso pubblica la vicenda, spiegando nel dettaglio come lo stesso Dander sia stato tratto in inganno dal un assessore comunale della precedente legislatura che gli aveva proposto di affittare la propria casa alla famiglia di serbi, garantendo per loro e dando così il via ad un autentico incubo.

L’edificio in questione è un maso storico: il Laurinhof si trova al civico 14 di via Kranebitt, fu costruito nel 1935 ed ha una sua importanza storica essendo stato di proprietà di Natale Dander, padre dell’attuale proprietario, sindaco della città di Bressanone dal 1948 al 1952. «Il dottor Alexander Dander si è rivolto a noi per la disperazione - racconta Bessone - nel 2012 è stato contattato da un assessore del Comune per poter ospitare una famiglia in difficoltà in uno dei due appartamenti che compongono il maso, l’altro è abitato saltuariamente dal proprietario». La famiglia era stata descritta dall’assessore al proprietario come famiglia modello, così Dander accetta e pattuisce una determinata cifra per l’affitto, somma in buona parte versata dal distretto sociale ed in parte promessa da E. A., ma mai versata dalla donna. «La stessa è inoltre beneficiaria dall’ente provinciale di un ulteriore contributo per spese di mantenimento della famiglia e di un sesto figlio I.I. di 29 anni, che per i contributi risulta essere domiciliato a Bressanone, ma in realtà vive in Austria, ed è stato in loco solo il tempo delle verifiche formali per l’ottenimento dell’aiuto economico», prosegue Bessone nella sua interrogazione alla giunta comunale. Il Dander, fidandosi del rappresentante del Comune di Bressanone, decide di aiutare queste persone e il 10 ottobre 2012, l’intero nucleo si stabilisce presso il maso Laurinhof. Non passa molto però che il proprietario della casa, insospettito dai comportamenti dei soggetti, dal loro alto tenore di vita, dal parco macchine e soprattutto dal continuo sopraggiungere delle forze dell’ordine, viene a sapere che la signora in questione ha dei precedenti penali e risulta essere detenuta agli arresti domiciliari per una condanna risalente all’anno precedente.

La convivenza con i soggetti non è buona e presto iniziano a mancare oggetti e beni dall’appartamento di Dander. Alla scadenza del contratto di locazione, i soggetti non solo non lasciano l’appartamento, ma approfittano dell’assenza del proprietario per prendere possesso anche dell’appartamento dello stesso, cambiando le serrature delle porte e impedendo così al proprietario di accedere alla casa. Quando lo stesso prova ad entrare nella sua proprietà, con l’aiuto di un fabbro, viene attaccato e malmenato finendo in ospedale. Dander, nonostante i suoi 73 anni, si vede così costretto a vivere a sue spese presso un vicino albergo ma, quando quest’ultimo chiude, riesce grazie all’aiuto dei carabinieri a rientrare in una porzione della sua vecchia casa, oramai però svuotata di tutto, dormendo sul pavimento. Ora, l’interrogazione per cercare di porre rimedio alla situazione.