BOLZANO. Negozianti, albergatori, sindacati, consumatori, amministratori: tutti uniti per protestare contro il "bidoncino condominiale" che dal primo gennaio dovrebbe rivoluzionare la raccolta rifiuti cittadina. Si temono aumenti dei costi attorno al 20-25%, oltre ad una serie di disservizi. Il primo gennaio a Bolzano dovrebbe entrare in vigore il nuovo sistema di raccolta rifiuti che comporterà il passaggio dagli attuali cassonetti in strada a quelli condominiali. Il condizionale è d'obbligo, perché anche se il Comune non vuole ulteriori rinvii (il sistema avrebbe dovuto partire già quest'anno), si registra una controriatà praticamente unanime che coinvolge imprese, consumatori, sindacati e amministratori condominiali. Martedì è in programma un'iniziativa comune in piazza del Grano alla quale parteciperanno Thomas Rizzolli (Unione commercio), Stefan Mayr (Unione albergatori), Marco Lombardozzi (amministratori di condominio), Walther Andreaus (Ctcu) e i sindacalisti Maurizio Albrigo (Cisl), Alfred Delmonego (Uil) e Brigitta Holzner (Asgb). «Il tavolo di esperti appositamente istituito dal Comune per pianificare l'introduzione del nuovo sistema - accusano - non prende in considerazione le fondamentali proposte di cambiamento e miglioramento. Visto che il Comune non ha risposto alle nostre sollecitazioni, abbiamo deciso di sottoporre alla pubblica amministrazione tutti i problemi del nuovo sistema». PIU' CASSONETTI. Oggi per le strade di Bolzano si contano 3.900 cassonetti (3.500 per le utenze domestiche). Dal primo gennaio spariranno tutti perché ogni condominio dovrà avere il suo bidone "privato", che dovrà essere posizionato all'interno della proprietà condominiale. La stima della Seab è che in tutto serviranno 18 mila cassonetti. La raccolta dei rifiuti avverrà tre volte in settimana e ogni volta sarà necessario spostare il bidone in strada per permettere agli addetti lo svuotamento. MENO PARCHEGGI. Passando da meno di 4 mila a 18 mila, i cassonetti avranno bisogno di ulteriore spazio. Anche in questo caso la stima è già pronta: saranno cancellati 429 parcheggi, ma dovranno essere sacrificati anche 92 aiuole e circa 200 aree private. La cancellazione dei parcheggi è uno dei punti contestati soprattutto dalle imprese. Da tempo i commercianti chiedono più aree di sosta (libere e a pagamento), ora invece rischiano di perderne più di quattrocento. Gli albergatori invece sono preoccupati per l'immagine della città: la perplessità è legata agli svuotamenti dei cassonetti non più giornalieri e alla presenza dei bidoni pieni in strada nei giorni di raccolta. COSTI AGGIUNTIVI. Dopo una serie di incontri tra la Seab e le categorie è stato possibile quantificare il costo del passaggio al nuovo sistema. L'investimento necessario sarà di 2,1 milioni, coperti in gran parte dai 1,87 milioni recuperati in questi anni attraverso gli accertamenti fiscali sugli evasori. I sindacati non vedono di buon occhio l'utilizzo dei soldi recuperati grazie alla lotta all'evasione e preferirebbero che venissero utilizzati per premiare i cittadini che le tasse le hanno pagate regolarmente. D'altro canto, attingere a questo "tesoretto" permetterebbe di non aumentare le tariffe, almeno per quanto riguarda il 2012. Un aggravio di costo praticamente certo è invece quello calcolato dall'Anaci con riferimento alla sola movimentazione dei cassonetti. Quei condomini che non troverano volontari disposti a spostare i bidoni in strada (e riportarli dentro) tre volte in settimana, dovranno appaltare il servizio alla Seab. Si prevede che questo servizio costerà 2 milioni di euro, suddivisi su circa 45 mila famiglie: un balzello di 40-50 euro che aggiunto al ritocco della tariffa (che, prevede il Ctcu, arriverà al più tardi nel 2013, esaurito il tesoretto del recupero dell'evasione) comporterà un aumento dei costi complessivo stimato attorno al 20-25%. ALTERNATIVE. Le proposte alternative sono sostanzialmente due: il bidoncino in strada con la chiavetta personalizzata oppure il modello Bressanone, uno dei primi comuni italiani ad introdurre la raccolta differenziata, che prevede una tariffa divisa in quota fissa (uguale per tutti) e quota variabile (legata all'effettiva produzione dei rifiuti, misurata attraverso il numero di svuotamento dei bidoni, quello degli appositi sacchetti per le immondizie venduti dall'Asm o attraverso il quanitativo di rifiuti conferito negli speciali "press-container" elettronici).

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