PHOTO
BOLZANO. Francesco Gallina, responsabile dei servizi ambientali della Seab, è stufo. Ritiene che Bolzano, almeno finora, sia stata dipinta come una città allo sbando, piena di immondizia. Poco distante da Napoli o Palermo. Con residenti che pensano solamente a "recuperare" una chiave universale sul mercato nero per infrangere le regole e scaricare immondizia nel bidone di un altro condominio per risparmiare pochi euro. Di più: quando viene incendiata qualche campana per la raccolta differenziata, come è avvenuto la scorsa notte in via Bari, si tratta di un fenomeno tutt'altro che nuovo, che certo non dipende dal sistema di raccolta introdotto a partire dal 5 agosto.
Dottor Gallina, in città c'è chi brucia i cassonetti. È accaduto proprio la scorsa notte in via Bari. I soliti ragazzini annoiati?
«Intanto non si tratta di cassonetti ma di campane per la raccolta differenziata che abbiamo provveduto a sostituire immediatamente».
Già, ma quel rogo ha tenuto sveglio l’intero quartiere una notte intera. E non sembra un fenomeno del tutto isolato.
«Non è vero. Le campane o i cassonetti venivano bruciati anche prima, solo che non se ne parlava. O se ne parlava poco: passava tutto quasi sotto traccia. Adesso ogni cosa che non va è buona per dire che il nuovo sistema di raccolta non funziona. Vedrà che il tempo ci darà ragione perchè Bolzano è una città civile. Non è come viene dipinta oggi sui giornali».
Scusi, ma i cumuli di immondizia lasciati per strada, accanto alle campane della differenziata, non sono frutto dell'immaginazione dei lettori o dei giornalisti.
«Non dico questo. Ma quante segnalazioni sono? Alcune centinaia?»
Sì, alcune centinaia. Tante direi.
«Ma Bolzano ha 104 mila abitanti. Ciò vuol dire che gli altri 103 mila stanno facendo il loro dovere senza obiettare. Magari discutono, cercano di capire meglio cosa possono e non possono fare ma rispettano le regole».
Beh, ma ci sarà un modo per migliorare la situazione?
«Il quadro generale è già migliorato molto in queste settimane. Lo dicono le cifre sulla raccolta differenziata, cresciuta sensibilmente. Ma è finito anche, o quasi, il fenomeno del pendolarismo dei rifiuti. Il conto, nel recente passato, lo pagava soprattutto il capoluogo».
Ma ci sono punti della città in cui le regole non vengono rispettate. Quali sono quelli da tenere maggiormente sotto controllo?
«I punti critici, almeno in questo momento, sono piazza Nassiriya, tra Bolzano e San Giacomo, e la zona davanti alla sala corse in via Resia. Ma anche con il vecchio sistema di raccolta andavamo in viale Europa, ad esempio, per cercare di tenere tutto pulito. I problemi, ripeto, c’erano anche prima e venivano risolti per tempo, proprio come accade adesso».
Ma lei si aspettava che ci fosse un mercato nero delle "chiavi universali" per aprire i bidoncini?
«Ma stiamo sempre parlando di una minoranza. Tra l’altro c’è chi dice che a duplicare quelle chiavi, per comodità, sia stato un amministratore di condominio, che poi l'ha girata ad un suo caposcala. Per farlo bastava una scheda, che potrebbe aver fatto girare anche qualche manutentore esterno, di fuori provincia».
Lo ha sentito dire?
«Questo è quello che si dice nell'ambiente. Nel nostro ambiente, ovviamente. Ma non ho conferme ufficiali. Tra l’altro chi scarica i rifiuti nei container del palazzo vicino risparmia solo pochi euro. Che senso ha comportarsi così?».
Lei è convinto, dunque, che entro un mese la situazione sia destinata a tornare alla normalità?
«Non so se sarà un mese esatto ma Bolzano non diventerà mai Napoli o Palermo, con tutto il rispetto che ho per queste due bellissime città».
Non resta dunque che sperare che i bolzanini rispettino (tutti) le regole e che i vandali, smettano di bruciare i cassonetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


