MERANO. La lotta contro la crescita dei rifiuti prodotti, destinati all’inceneritore di Bolzano e alle discariche si sbiadisce e perde smalto non solo a Merano, ma anche in tutto il comprensorio del Burgraviato. Anzi, nel caso della popolazione che vive nei Comuni che circondano Merano, i dati sono ancora più negativi.

Il Burgraviato, Merano compresa, lo scorso anno ha prodotto 18.558 tonnellate di rifiuti finiti all’inceneritore, un dato che preso da solo fa venire i capelli diritti in testa. Ma se a Merano l’incremento rispetto al 2015 si ferma al 2,6 per cento, gli altri Comuni del circondario fanno peggio. In un solo anno i rifiuti solidi urbani sono aumentati del 3,6% (9.522 tonnellate, 340 in più sulle 400 totali).

Ma Merano fa anche meglio nell’aumento dei rifiuti biologici raccolti e inviati nell’impianto di fermentazione a fianco della discarica «Tisner Au«. Il Burgraviato nel 2016 ha raccolto 4.681 tonnellate bio, il 3,4% in più del 2015 (Merano ha un +4,3 per cento). Ma il dato che va segnalato è quello che ci sono Comuni dove la raccolta del bio si è fermata o è addirittura arretrata. A Lana siamo fermi a 697 tonnellate, a Tesimo si sono raccolte 7 tonnellate in meno, a Verano 5 in meno, a Ultimo 4 in meno, a Rifiano due e a Plaus addirittura 10 tonnellate in meno.

E questo nonostante gli abitanti del circondario abbiano un vantaggio notevole rispetto ai meranesi, quello della raccolta dell’umido porta a porta. A Merano gli unici punti dove smaltire l’umido sono le rare isole ecologiche presidiate dai nonni bio.

Dopo l’abbandono del progetto campane per la raccolta differenziata (Merano è rimasto l’unico comune ad averle lungo le strade) per il Burgraviato anche la raccolta di carta, cartone, vetro e plastica ha subito un brusco stop. Lo scorso anno nei vari centri riciclaggio allestiti dai Comuni sono state raccolte 8.942 tonnellate di rifiuti differenziati, appena lo 0,8% in pù rispetto al 2015. Anche qui Lana si distingue, con un calo di 40 tonnellate rispetto all’anno prima. Ma i Comuni con un segno in meno sono anche altri: Gargazzone, Marlengo, Naturno, Parcines e Scena. In contro tendenza invece San Leonardo in Passiria dove la raccolta differenziata ha fatto segnare un rassicurante +7,7 per cento, arrivando a sfiorare le mille tonnellate. Se però si mettono in riga tutti i dati, raffrontando rifiuti finiti all’inceneritore con quelli riciclati e biologici il Burgraviato fa meglio di Merano: riesce infatti a riciclare il 58,8 per cento dei rifiuti: Merano nel 2016 è sceso al 55 per cento.

Il servizio ambiente del Burgraviato infine fa anche una previsione sull’anno in corso. La montagna di rifiuti prodotti da cittadini e imprese salirà ancora di altre 550 tonnellate, per due terzi tra i rifiuti destinati all’inceneritore e per un terzo nel settore bio. Quasi ferme le quantità della differenziata.