PHOTO
BOLZANO. «Terremo sempre conto delle proposte sensate. Parlarsi è importante». Sui quattro regolamenti attuativi della legge Ipes criticati da parti sociali e sindaco di Bolzano, l’assessora Waltraud Deeg non si sbottona più di così. E il suo compagno di partito Helmuth Renzler, anche lui ala sociale, difenderà in ogni modo il criterio della proporzionale linguistica. Se i regolamenti usciranno indenni dal passaggio in commissione, solo la giunta potrà intervenire sul paventato raddoppio dei canoni di affitto e sulle altre criticità rilevate da opposizione e parti sociali.
I canoni e il patrimonio
In base alle simulazioni del Centro casa, coinvolto dal consiglio provinciale come portatore di interesse, i nuovi criteri porteranno al raddoppio dei canoni medi. E se oggi il canone minimo è pari a 50 euro, dalla prossima graduatoria si salirebbe a 200. In merito al regolamento sulle compravendite, il Centro casa teme l’inizio di un processo di cessione del patrimonio. I promotori della legge smentiscono questa ipotesi. Per il risanamento degli alloggi, la Bei ha concesso un finanziamento triennale da 126 milioni di euro. L’assessora Waltraud Deeg auspica che «in futuro l’Ipes sia più indipendente dal bilancio pubblico». Dove si costruirà? «A Bressanone e a Merano nelle aree militari, a Bolzano invece c’è l’areale ferroviario. Ma prima che la situazione si sblocchi bisognerà individuare altre zone».
L’iter dei regolamenti
Tra una settimana le norme per l’assegnazione e per la gestione dei 13.500 alloggi Ipes saranno sul tavolo della quarta commissione. Che dovrà esprimere un proprio parere, non importa se positivo o no, anche se è più probabile la virata verso il «placet». La presidente Paula Bacher è dell’ala sociale, così come il suo vice Renzler, e a parità di voti quello della presidente vale doppio. Gli altri due membri Svp sono Franz Locher e Manfred Vallazza, dell’ala contadina, vicina all’ala sociale sul tema della legge Ipes.
«Eventuali modifiche poi saranno in capo alla giunta», così Renzler. Consigliere e assessora sperano di mandare definitivamente in porto il regolamento che spiega come applicare la legge dell’ala sociale Svp già «aggiustata» dalla Lega. Parte dei punti contestati da opposizione, sindacati ed esperti, inoltre, sono quelli voluti dai leghisti. Non ci si può aspettare che gli assessori Giuliano Vettorato e Massimo Bessone intervengano ulteriormente in fase di delibera.
Lo scontro nel partito
A fine mese andrà in aula la legge sull’edilizia agevolata, legge «sorella» della normativa Ipes. Arno Kompatscher ha già negato il parere della commissione finanze: «Manca la documentazione necessaria a verificare la copertura finanziaria». Renzler è andato avanti ugualmente: «Chi tace acconsente».
«Non possiamo più aspettare», così ieri l’assessora. «Su ciò che ha senso l’accordo deve esserci. In quella legge tutto ha senso». I meglio informati presumono che alle provinciali dell’autunno prossimo il suo nome non ci sarà, tra le dieci teste di lista del candidato presidente Svp (sul terzo mandato di Kompatscher è scesa una coltre di incertezza). Waltraud Deeg replica: «Tra la battaglia per un tema che sta a cuore alla gente e la certezza della rielezione io scelgo la prima. Non ho paura del voto delle persone».


