TIROLO/MERANO. Domani sera il consiglio comunale dovrà esprimersi in merito alle particelle che si vorrebbero attraversare per realizzare la stradina forestale fino al rifugio dei Becchi (Bockerhütte) nella zona dei laghi di Sopranes sotto la cima Muta nel bel mezzo del parco naturale del Tessa. Se dirà sì, ma il sindaco e diversi consiglieri sono contrari, toccherà alla Provincia esprimere il suo benestare definitivo con la concessione di un contributo del 70 per cento dei costi che sono stati calcolati in 600-700 mila euro.

Della strada ha parlato ieri mattina in conferenza stampa Gerhard Laimer presidente della cooperativa: «La strada sarà lunga 3,4 chilometri e larga al massimo 2,80 metri nei tratti più impervi. La strada non sarà asfaltata e sarebbe un investimento in prospettiva anche in previsione dei lavori necessari per la sistemazione dell'oramai vecchia funivia». C'è la possibilità anche di andare oltre, prolungando quindi l'arteria ma Laimer giudica inopportuno per il momento parlare di questa eventualità: «Vediamo quale sarò il parere del consiglio comunale e poi prenderemo in considerazione anche il tratto più a monte per il quale è pronto il progetto di fattibilità».

La questione è vecchia di anni. La strada attraverso una valletta laterale che sale dall'imbocco della val Passiria nel cuore del parco naturale del Tessa, dove scorre il rio Finale, alle spalle della cima Muta, ha sempre diviso gli animi.

Da una parte si sono coagulati gli interessi di una cooperativa, la «AlminteressentschaftSprons», che riunisce una sessantina di soci che vedono benefici per le attività delle malghe, dall'altra la contrarietà dei protezionisti dell'Heimatschutzverein Merano; in mezzo il consiglio comunale di Tirolo, sotto cui ricade la competenza territoriale, chiamato a esprimersi domani sera. Il gruppo di interesse preme per un tracciato percorribile dagli autoveicoli fino al rifugio dei Becchi (Bockerhütte), a 1.700 metri di quota, oppure alla vicina "Untere Alm". Il no dei protezionisti meranesi è categorico e manifesta vari motivi. In primo luogo, c'è l'aspetto economico. «I lavori per realizzare l'opera - afferma il presidente Johannes Ortner - costerebbero un milione di euro, la metà dei quali sarebbero coperti da soldi pubblici. Ma esiste davvero un interesse pubblico per una strada che collegherebbe delle malghe? Noi pensiamo di no».

Alle ragioni dei soldi, poi, si aggregano quelle ambientali e di salvaguardia di un turismo sostenibile: "La zona che sarebbe interessata dalla strada - continua Ortner - si immerge nel parco del Tessa, un paradiso naturale dove si trovano un gruppo di laghi alpini, un luogo di culto preistorico e rocce con coppelle, cascate e ruscelli. Inoltre da più di cent'anni la città di Merano si approvvigiona d'acqua potabile proprio da Sopranes".

L'Heimatschutzverein chiede alla cooperativa di desistere dal suo intento: «Un progetto di questo tipo al giorno d'oggi è inattuale e inutile, tanto dal punto di vista economico quanto dalla prospettiva ecologica pure sociale». Ma la cooperativa insiste. Domani il consiglio di Tirolo dovrà esprimersi.