BOLZANO. L'impegno dell'amministrazione dell'Ipes - dopo la denuncia dell'Alto Adige - era che l'ascensore del civico 7 di piazza Don Bosco, abitato da diversi disabili, sarebbe tornato in funzione entro lunedì 5 marzo. E la promessa è stata mantenuta, e con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza. Lo conferma l'inquilina del quinto piano, Ottilia Merante, invalida e con un figlio affetto da sindrome di down, che annuncia contenta che l'ascensore è tornato in funzione già da sabato scorso. Dopo un mese di enormi difficoltà si chiude quindi la vicenda dell'introvabile pezzo di ricambio dello sfortunato condominio. La denuncia era arrivata dagli stessi inquilini del quinto piano che, dopo tre settimane di quasi prigionia in casa si erano rivolti all'Alto Adige per rendere note le loro difficoltà. Un caso particolarmente sfortunato, infatti, ha voluto che al quinto piano dell'edificio con l'ascensore fuori uso, abitassero famiglie con gravi problemi di mobilità personale. Da un lato Renato Ortombina, malato di distrofia muscolare da vent'anni sulla sedia a rotelle, e dall'altro Ottilia Merante con il figlio. Si sono dovuti arrangiare per quasi un mese, pagando anche un servizio di accompagnamento lungo le rampe di scale quando erano costretti ad uscire di casa. «Purtroppo è stata una sfortunata coincidenza - ha spiegato il presidente dell'Ipes Pfitscher - che il disservizio sia durato così a lungo, ma il pezzo di ricambio per rimettere in moto l'ascensore è di quelli che vengono realizzati su ordinazione, e quindi l'attesa è stata obbligata». Sperando che non riaccada.
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