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LAIVES. Per energia elettrica e riscaldamenti, il Comune di Laives spende ogni anno cifre attorno al milione di euro. Da qui l’intenzione di adottare possibili accorgimenti tecnici per cercare di ridurre queste spese.
A seguire il settore è il consigliere Bruno Borin, veterano dell’aula del municipio, professionalmente esperto della materia. A Borin è stata affidata da tempo la delega per il risparmio energetico e di recente ha preso il via una verifica sull’opportunità di estendere gli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici. La passata amministrazione comunale, dopo polemiche e discussioni in consiglio comunale sulla necessità di utilizzare gli incentivi statali per il fotovoltaico, aveva fatto installare uno di questi impianti per produrre energia elettrica sul tetto del municipio, ma il Comune avrebbe centinaia di metri quadrati di tetti da sfruttare.
Ma è ancora conveniente il fotovoltaico? "Va distinta l’installazione del privato da quella del pubblico - dice Borin - perché per i privati ci sono interessanti vantaggi che non ha il pubblico. Ad ogni modo, con i generatori moderni, che hanno tempi di vita nell’ordine dei trent’anni, direi che ancora ne vale la pena. Per quanto riguarda il Comune di Laives, la bolletta elettrica annuale si aggira attorno agli 800mila euro, cui si aggiungono mediamente altri 300mila euro l’anno per riscaldamenti. Con il fotovoltaico e la moderna tecnologia degli scambiatori di calore, direi che si potrebbe arrivare a una riduzione di questi costi fino ad oltre il 75%, e non è poco su un milione circa che si spende invece attualmente ogni anno. Per questo - continua Borin - è stato affidato un incarico che riguarda la verifica di tutta la rete di illuminazione pubblica, mentre stiamo ragionando su alcuni interventi più urgenti in fatto di risparmio energetico che riguardano la zona scolastica di San Giacomo (che verrà ampliata) e la zona sportiva Galizia. Per quanto riguarda i riscaldamenti e l’acqua calda in genere, ci sarebbe anche il contributo statale sul capitale di investimento per l’adozione delle "pompe di calore" di ultima generazione. Insomma, direi che spazi di manovra per risparmiare sul conto energia che paga il Comune anno dopo anno ci sarebbero - conclude il consigliere Bruno Borin - e il ragionamento deve guardare anche più in là e cercare di puntare alla riduzione delle spese correnti nel bilancio comunale”.
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