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BADIA/PUSTERIA. «Perchè, in ossequio alla Spending review diventata un must anche per la politica provinciale, non cominciamo a risparmiare sulle già troppe strade rurali e di montagna?». Questa, con tanto di dati allegati, è l’interrogazione serissima, nonostante il tono che può sembrare di pura ironia, che i Verdi hanno presentato al presidente del consiglio provinciale, a toccare il rinnovato tema della strada di Antersasc ma non solo. «Tra il 2009 e il 2011 - affermano i Verdi - la Provincia ha costruito ben 1.586 chilometri di nuove strade rurali e forestali. Una lunghezza che sarebbe sufficiente a collegare Berlino a Roma, che distano fra loro 1508 km, e che dimostra, accanto alla ripresentazione della già bocciata strada per la malga di Antersasc, come questo assalto provinciale alla natura e alla montagna non voglia invece conoscere soste. Nuove strade forestali, infatti, sono in progetto spesso anche in parchi naturali ed in zone protette, per collegare con mezzi a motore fino all’ultima baita. Uno dei progetti - continuano poi i Verdi rincarando la dose - riguarda perfino la baita di proprietà dell’assessore Berger, da poco competente anche per natura, paesaggio e urbanistica».
Antersasc in questo senso non è proprio l’unico caso, affermano i Verdi, di collegamenti assai discutibili che sono in progetto, in via di approvazione o addirittura approvati e pronti alla realizzazione coi soldi pubblici e l’elenco comincia proprio con la malga Hirber di sopra e malga Durra, queste di proprietà dell’assessore Berger, nel Parco naturale delle Vedrette di Ries Aurina per competenza della zona di Campo Tures, per proseguire con malga Trisen, malga Eppacher e l’alta malga Kofler ancora nello stesso parco naturale. A diversi nuovi collegamenti, malga Gurschl, malga Moar e malga Dicker, si potrebbe rinunciare anche nel parco naturale del gruppo del Tessa come pure al collegamento alla Gardenacia nel Parco naturale di Fanes Senes Braies, in zona Natura 2000, e vicino all’area interessata dal progetto Antersasc.
Siccome si tratta di progetti che, se venissero realizzati, lo sarebbero esclusivamente con denaro pubblico, tale denaro potrebbe essere risparmiato se si decidesse almeno una moratoria per alcuni anni nella frenetica costruzione di strade che il territorio ha conosciuto negli ultimi tempi. Non si può infatti certo dire, concludono i Verdi, che l’Alto Adige manchi di collegamenti agricoli e che l’agricoltura di montagna, le malghe e gli allevamenti rischino di morire perché ci sono poche strade. E allora perchè nei tagli alle spese inutili, non prevedere almeno di fermare per alcuni anni la costruzione di nuove strade rurali e forestali?
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